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Benessere e solitudine” “

Siamo una Chiesa di minoranza in un Paese che ha scelto di "isolarsi dall’Europa", ” “afferma il vescovo di Trondheim ” “” “

Una Chiesa minoritaria in un Paese dove su una popolazione di 4 milioni e 500 mila abitanti, solo 45 mila sono cattolici. Una Chiesa internazionale e giovane per la presenza di fedeli provenienti da 80 nazioni del mondo che qui sono giunti percorrendo le vie dell’immigrazione. Una comunità aperta al dialogo costante con i cristiani, i fedeli di altre religioni, i non credenti. Così mons. Georg Müller , vescovo di Trondheim, descrive la Chiesa cattolica in Norvegia. Lo abbiamo intervistato.

Una comunità internazionale. La Chiesa cattolica norvegese, dice mons. Müller, ha la caratteristica di essere “una chiesa internazionale: i cattolici che ne fanno parte provengono infatti da circa 80 differenti nazioni del mondo. Ed è una Chiesa giovane, per la presenza di tanti migranti che sono giunti nel nostro paese negli anni ’80. La nostra più grande ricchezza è quella di essere una comunità cattolica, composta da differenti culture, nazioni e lingue. Ci dà la possibilità di testimoniare l’unità della Chiesa e al tempo stesso la sua universalità”. Anche i sacerdoti rispecchiano questa internazionalità: quest’anno, per esempio, verrà ordinato a Trondheim, un sacerdote di origine vietnamita. Ricca è anche la presenza dei religiosi, soprattutto contemplativi: ci sono carmelitane, trappiste, brigidine “e una congregazione delle Filippine che è venuta in Norvegia per aiutare i migranti, soprattutto donne, del loro Paese”.

Isolamento e solitudine. Se la maggioranza della popolazione è luterana, una grande parte si dichiara non credente. “La Norvegia – spiega mons. Müller – è un paese ricco. Non c’è disoccupazione, praticamente lavorano tutti anche se gli immigrati sono i più svantaggiati perché a causa della difficoltà di apprendimento della lingua, non riescono facilmente a trovare un’occupazione”. E’ la ricchezza che ha spinto la Norvegia ad isolarsi dall’Europa, “scegliendo di non far parte della comunità europea”. Ma l’isolamento è anche tra le persone. Mons. Müller parla di solitudine e del dilagare di una mentalità materialistica che sta incidendo moltissimo nella vita delle famiglie. Sempre più numerose sono le famiglie allargate, separate, divise. E i giovani? “I giovani – risponde il vescovo – hanno fatto della libertà il loro più grande ideale, ma spesso proprio in nome di questa libertà intraprendono strade che non sempre si coniugano con i valori della Chiesa”. Da questo punto di vista, “la presenza dei cattolici provenienti da altri paesi del mondo può essere un dono per la Norvegia anche se i valori in cui credono non sono compresi”.

Dialogo interreligioso. Proprio perché minoranza, la Chiesa cattolica in Norvegia è riuscita a farsi promotrice di un importante incontro interreligioso per la pace che si è svolto a Trondheim il 23 gennaio scorso, alla vigilia della giornata di preghiera indetta ad Assisi dal Papa. “Conosco le differenti comunità religiose – racconta mons. Müller – a causa dei nostri immigrati. All’idea di incontrarci sui temi della pace, hanno aderito la comunità baha’i, i musulmani, gli indù, i buddisti, gli ebrei, i luterani e i cattolici. L’incontro, al quale ha partecipato anche un rappresentante del governo, si è svolto in una sala del palazzo arcivescovile, senza simboli religiosi. Ogni comunità ha pregato, cantato e fatto una dichiarazione, ognuno nella propria lingua. Tutti hanno manifestato la gioia dell’incontrarsi e in tanti hanno chiesto di continuare in futuro”. Incontrando i vescovi in Vaticano, il Papa ha chiesto loro di “coltivare un’autentica e profonda spiritualità di comunione”. “Il Signore – dice il vescovo norvegese – la costruisce, a noi spetta solo il compito di aiutare la Chiesa a consolidarsi, crescere e vivere nella comunione. Anche nella diversità delle nazioni, in ambito ecumenico, con i non credenti, i fedeli di altre religioni. Nell’Antico Testamento c’è una profezia: la visione del giorno in cui alla fine dei tempi, tutti i popoli della terra si metteranno in pellegrinaggio verso Gerusalemme. In Norvegia, questa realtà noi la viviamo già perché vediamo arrivare al santuario dell’unico Dio popoli di differenti nazioni”.