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Una rete di "colonie scientifiche"” “

Le accademie scientifiche rilanciano l” “‘Unione europea della cultura. ” “Una storia di oltre quattro secoli” “” “

“Non solo luoghi della ricerca o della promozione e diffusione delle conoscenze scientifiche, le accademie sono attualmente chiamate a porsi in ascolto della società, a tastarne il polso con gli strumenti a loro disposizione, lavorando in sinergia su scala europea”. Lo ha detto al Sir il presidente dell’Accademia nazionale dei Lincei, Edoardo Vesentini , a margine dell’Assemblea generale dell’Allea (All european academies), organizzazione costituita nel 1994 cui aderiscono 47 accademie scientifiche europee, riunita nei giorni scorsi a Roma.

Italia. Il progetto originario dei Lincei (l’istituzione più antica, fondata a Roma da Federico Cesi nel 1603, il 17 agosto 2003 compirà 400 anni) prevedeva la realizzazione di una capillare rete di ‘colonie scientifiche’ in tutta Europa, ma la condanna di Galileo provocò nel 1633 l’arresto dell’iniziativa. Le istituzioni accademiche “hanno costituito – ha ricordato lo storico Giuseppe Galasso – una république des lettres et des sciences che ha rappresentato, nell’epoca moderna, la vera e reale unità dell’Europa, al di là dei conflitti politici, economici e sociali”.

Gran Bretagna.
Fondata da 11 membri, tra i quali matematici, chimici, filosofi, poeti nel 1660, durante il periodo di restaurazione al trono di Carlo II dopo lo scioglimento del Commonwealth, la Royal Society of London ha fino dalle origini stretto rapporti di collaborazione con le omologhe istituzioni europee e, in tempi più recenti, con quelle dell’America del Nord.

Francia
. Sono cinque, spiega Jean Leclant, le accademie che costituiscono l’ Institut de France: l ‘Académie francaise, l’ Académie des inscriptions et belles-lettres, l’ Académie des sciences, l’ Académie des beaux-arts e l’ Académie des sciences morales et politiques. Fu il card. Richelieu a costituirne il primo nucleo nel 1635: un gruppo di 40 letterati e intellettuali sotto la protezione dello Stato “al fine di stabilire regole certe per la lingua francese”.

Germania.
La Deutsche Akademie der Naturforscher Leopoldina viene alla luce nel 1652 ad opera di quattro medici. Oggi si dedica ad attività di divulgazione scientifica attraverso convegni e pubblicazioni, nonché all’integrazione delle due Germanie a seguito della riunificazione.

Russia.
La Rossiskaja Akademia Nauk fu fondata da Pietro il Grande nel 1724. L’Accademia – racconta Aleksander Fursenko – ha incontrato serie difficoltà dopo la rivoluzione del 1917 e per la sua opposizione alla rivoluzione e al regime sovietico, numerosi membri subirono arresti e persecuzioni. Molti morirono, altri emigrarono all’estero.

Polonia.
Risale al 1952 la Polska Akademia Nauk. Oggi coopera con numerosi istituti di ricerca internazionali e coordina al proprio interno tredici corsi universitari e postuniversitari in diverse discipline poiché, osserva il vicepresidente Wlodzimierz Ostrowski, “la formazione della gioventù, nell’attuale fase di transizione e nella prospettiva di integrazione europea, è la vera priorità”.

Romania.
Esprime preoccupazione Eugen Simion, dell’ Academia Româna, che tra i suoi membri annovera anche Giovanni Paolo II, accolto dopo la sua visita nel Paese due anni fa. Sarà un’Europa delle nazioni, rispettosa della ricchezza delle diversità culturali, oppure ‘un villaggio europeo’ che vorrà parlare una sola lingua?” si interroga Simion; di qui “il ruolo delle accademie nazionali, chiamate, per la propria vocazione ad essere messaggere di universalismo ma, al tempo stesso, difesa di identità e valori nazionali”.