“Se l’Unione Europea vuole prendere sul serio la questione dei diritti umani, deve iniziare a combattere le cause profonde dell’immigrazione forzata, invece di combattere i migranti stessi, nei loro tentativi di raggiungere i territori europei”: è questa una delle conclusioni a cui sono giunti i rappresentanti delle chiese dell’Europa del Sud e del Medio Oriente, in occasione dell’incontro annuale che si è svolto a fine maggio a Bruxelles, sui temi dell’immigrazione e dell’asilo nel Mediterraneo. I partecipanti hanno incontrato anche vari rappresentanti del Parlamento europeo e della presidenza spagnola ai quali hanno espresso un generale apprezzamento per il lavoro svolto dall’Unione. Perplessità, invece, sulla tendenza dell’UE a limitare le possibilità di immigrazione legale e a potenziare i controlli delle frontiere.