Le accuse del Patriarcato” “

“La decisione di stabilire diocesi cattoliche in Russia fu presa in segreto e senza alcuna discussione previa con la Chiesa sorella”. Non è piaciuta al Patriarcato di Mosca la decisione della Santa Sede di elevare a diocesi le quattro amministrazione apostoliche della Federazione russa e il metropolita Kirill lo scrive nella lettera al card. Walter Kasper. “Non vogliamo – precisa Kirill – mettere in discussione il diritto della Chiesa cattolica di riformare o cambiare le sue strutture. Ma è anche profondamente sbagliato dire che ciò che è successo in Russia sia da considerare esclusivamente un affare interno ai cattolici”.
C’è un altro ostacolo “serio” che impedisce il dialogo di Mosca con Roma: l’accusa di proselitismo che il Patriarcato muove alla Chiesa cattolica.
La lettera di Kirill al card. Kasper è seguita da “un documento informativo” che ha per titolo: “Il proselitismo cattolico tra la popolazione ortodossa russa”. Il testo è disponibile in lingua inglese sul sito www.russian-orthodox-church.org.ru. Il Patriarcato esprime “la speranza che questo materiale possa contribuire ad una reale interpretazione della posizione della Chiesa ortodossa russa e possa aiutare entrambe le Chiese a trovare una soluzione ai problemi affrontati”. “Il problema del proselitismo cattolico in territorio canonico della Chiese ortodossa russa – si legge nel documento – è uno degli ostacoli più seri che impediscono le relazioni tra le due Chiese” e il problema è aggravato dal fatto che “da parte cattolica si nega la sua esistenza”.
La Chiesa russa manifesta profondo disagio per le “violazioni” a suo dire compiute soprattutto dagli ordini monastici cattolici. La loro presenza sul territorio russo non è gradita al Patriarcato: “Il numero dei cattolici oggi in Russia – si legge nel documento – non giustifica la creazione di così tanti monasteri”.
Per il Patriarcato esempi concreti di proselitismo sarebbero non solo le attività pastorali ma anche le iniziative sociali della Chiesa cattolica in Russia. Vengono passate in rassegna le Congregazioni religiose e le aggregazioni laicali che operano in territorio russo. Ad ogni voce, segue un commento del Patriarcato sull’opera svolta dalla comunità religiosa. Sono citati praticamente tutti. Alcuni nomi: i verbiti (la congregazione di cui fa parte mons. Jerzy Mazur), i domenicani, i gesuiti, i carmelitani, i salesiani, le sorelle di Madre Teresa, i francescani. Sono citati anche i movimenti Comunione e Liberazione, Focolari e Neo-catecumenali.