Il vertice mondiale di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile trova ampio spazio sui principali quotidiani europei, impegnati soprattutto a riflettere sulle reali prospettive di “successo” del summit riguardo alle sfide oggi decisive per il futuro del pianeta. “Una parodia della globalizzazione”: così l’ Herald Tribune (3/9) definisce il vertice sudafricano, nel corso del quale i partecipanti discutono su temi come “la crescita della popolazione, l’urbanizzazione e le pressioni sull’ambiente e il clima che provengono da questi fenomeni (…). Come la globalizzazione stessa, la conferenza è così grande che nessuno la governa”. Insistendo sul paragone con la globalizzazione, il quotidiano osserva : “Per renderla possibile, i governi hanno soprattutto dovuto fare un passo indietro. Hanno eliminato i controlli sul commercio ed il flusso dei capitali e hanno lasciato che la rivoluzione delle comunicazioni unisse il mondo. Ma per proteggere le risorse della terra occorre che i governi facciano un passo avanti. Devono raggiungere accordi internazionali che proteggano le foreste, le zone di pesca e l’atmosfera”. E’ ancora presto per valutare se il vertice di Johannesburg produrrà più risultati di quello di Rio de Janeiro che risale a dieci anni fa. E’ il tema dell’editoriale firmato da Bruno Frappat su La Croix (3/9), secondo il quale “mettere in contrapposizione le responsabilità dei Paesi ricchi e dei Paesi poveri, in una gerarchizzazione senza fine dei doveri, è il mezzo più sicuro” per non raggiungere risultati. Sul duro scontro in materia di aborto si sofferma, invece, Hervé Kempf ( Le Monde, 4/9): “Il testo del Piano d’azione in discussione osserva il giornalista ha eluso il problema demografico, e non menziona che in maniera indiretta la ‘salute riproduttiva’. L’espressione ‘rispetto dei valori culturali e religiosi’ fa presagire la vittoria degli Stati che rifiutano l’aborto (…) . Per tentare di modulare questa posizione il Canada, sostenuto dall’Unione europea, aveva proposto di aggiungere l’espressione ‘in conformità con i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali'”.
Il Vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile è al centro di numerosi commenti anche della stampa tedesca: “ Guerra contro i poveri ” titola il settimanale Die Zeit del 29/8. Bartholomäus Grill scrive: “ Il Nord parla di libero mercato e pratica il protezionismo. […] L’osceno divario di benessere tra i due emisferi pregiudica la stabilità globale, perché si ingrossano i flussi di profughi e aumenta la pressione incontrollabile sulle roccaforti del benessere; insieme con la disperazione, nel Sud cresce la rabbia della gente”. Sulla Frankfurter Rundschau del 3/9, Brigitte Kols commenta: “ Chi vuol cambiare il destino dell’Africa con il mercato anziché con gli aiuti, deve sospendere la politica delle sovvenzioni agrarie” nei Paesi industrializzati. “ Fame e politica sono indivisibili. Questo vale soprattutto per la fondamentale domanda su come porre fine alla miseria in modo duraturo“. La Süddeutsche Zeitung del 4/9, in meri