vescovi europei

” “Non c’è pace senza giustizia

” “” “Riuniti a Sarajevo, i ” “presidenti delle Conferenze episcopali europee hanno espresso ” “preoccupazione ” “per la situazione ” “internazionale e lanciato un appello per la pace



Quella di un eventuale conflitto armato con l’Iraq è una “terribile prospettiva”, mentre “la tragedia interminabile che si consuma in Terra Santa” richiede l’intervento urgente dei responsabili politici. E’ quanto si legge nel comunicato finale dell’Assemblea plenaria del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa), svoltasi a Sarajevo nei giorni scorsi (cfr. Sir Europa n. 35/2002). “La guerra è stata e sarà sempre una cosa orribile”, ricordano i vescovi d’Europa, dimostrando “grande preoccupazione” per la situazione internazionale. La prossima assemblea del Ccee avrà luogo a Vilnius, in Lituania, dal 2 al 5 ottobre 2003. A Sarajevo, infine, è stato presentato il “progetto” del Convegno dei cattolici dell’Europa centrale, “Cristo speranza d’Europa” , nato per iniziativa del card. Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna; il progetto – che si realizzerà nel 2003-2004 – vede coinvolte otto Conferenze episcopali (Bosnia Erzegovina, Croazia, Austria, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Cecchia e Ungheria), impegnate a riflettere “sui temi dell’evangelizzazione e della responsabilità comune delle Chiese e della società”.

Guerra, Medio Oriente e “futuro” dell’Europa. “I leader in Europa e nel mondo – si legge nel documento – hanno il serio obbligo di proteggere il bene comune globale contro qualunque minaccia alla pace, attraverso tutti i mezzi non violenti a disposizione”. “Non c’è vera pace senza giustizia”, ricordano le Chiese europee citando il pensiero del Papa a riferendosi possibili violazioni dei “diritti umani fondamentali” in alcune zone “calde” del pianeta, come la Bosnia ed il Sud-est dell’Europa o la Russia, dove la Chiesa cattolica è “messa alla prova dalle espulsioni non motivate di un vescovo e di vari sacerdoti” e chiede “solidarietà e più stretta collaborazione per difendere il diritto alla libertà religiosa e per ristabilire relazioni ecumeniche di fiducia con la Chiesa ortodossa”. Tra le altre questioni che hanno interessato il dibattito episcopale del Ccee, quella del “processo dell’unificazione europea, soprattutto in riferimento al dibattito sugli sviluppi futuri dell’Unione europea legata ai lavori della Convenzione”. In particolare, i presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa hanno espresso l’auspicio che “la dimensione dei valori della fede e della trascendenza non venga dimenticata nel Trattato costituzionale dell’Europa. Nei secoli il cristianesimo ha formato in modo sostanziale l’eredità culturale e spirituale di questo continente e ha una ricchezza di umanità e socialità fondamentale. L’omissione di un riferimento esplicito a ciò porterebbe a una lacuna nell’identità e a una fragilità per il futuro dell’Europa”.

Vocazioni e dialogo. Tema centrale dell’assemblea di Sarajevo è stato “l’evangelizzazione e la trasmissione della fede nel contesto della società moderna e pluralista dell’Europa”. Per i vescovi europei, “una grande sfida è rappresentata dalla necessità di mostrare l’importanza della fede cristiana e di tradurla in tutti gli ambiti della società”, ogni cristiano “è chiamato ad essere protagonista dell’evangelizzazione”: in questa prospettiva, “un ruolo insostituibile” è svolto dalle vocazioni alla vita consacrata e al sacerdozio. I vescovi europei richiamano la necessità di “collocare la pastorale vocazionale al centro della vita delle diocesi e delle parrocchie attraverso testimonianze di vita e strutture adeguate”. Nell’ambito del dialogo ecumenico, le Chiese europee hanno “nuovamente sottolineato l’importanza” della “Carta oecumenica” e si sono date appuntamento per la terza Assemblea ecumenica europea, entro il 2006. “Riflettere approfonditamente in ambito cristiano sulle conseguenze dell’11 settembre 2001”: questo il principale impegno sottoscritto a Sarajevo nell’ambito del dialogo interreligioso, che comporta anche la “necessità di crescere nel rispetto reciproco nelle relazioni islamo-cristiane” e una maggiore attenzione alla “presenza del buddismo in Europa”. Questioni etiche, bioetica, pedofilia: gli altri argomenti del dibattito tra i vescovi d’Europa che “in agenda” mettono anche i temi dell’eutanasia e della salvaguardia del creato. Tra le proposte pastorali, l’istituzione di una “giornata della creazione”, da festeggiare in Europa tra il 1° settembre e il 4 ottobre, festa di S. Francesco d’Assisi.
Maria Michela Nicolais