“Opposizione ad ogni forma di discriminazione nei confronti degli omosessuali pur rammentando i valori fondamentali della Chiesa in questo campo”. E’ la posizione espressa dalla Conferenza dei vescovi svizzeri (Ces) in un documento diffuso nei giorni scorsi. Nella nota la Ces “esprime rammarico per le ingiustizie subite dalle persone omosessuali e chiede perdono se tali discriminazioni sono state commesse in nome della Chiesa o della fede cristiana”. I vescovi, pur disapprovando gli atti omosessuali, dichiarano di non rifiutare le persone omosessuali e ricordano che “esistono cammini di continenza che non umiliano la persona, al contrario l’arricchiscono”. Circa le unioni omosessuali la Ces afferma di “non opporsi ad un registro delle unioni ma il carattere unico del matrimonio tra uomo e donna deve essere protetto in maniera incondizionata”. Per l’episcopato svizzero “una coppia omosessuale non può essere benedetta, poiché un tale rito potrebbe somigliare al matrimonio sacramentale ed ingenerare confusione ma qualunque persona, quale che sia la sua tendenza sessuale, può essere benedetta da Dio”. Non manca infine nella Chiesa lo spazio per il coinvolgimento degli omosessuali: “Si tratta di discernere caso per caso”. Tuttavia, precisano i vescovi, “decidere esplicitamente di non vivere la continenza sessuale rende inadatti ad un ministero nella Chiesa”.