scuola cattolica" "

Ancorata alla famiglia” “

” “Sono sempre di più” ” i genitori che in Europa” “scelgono le scuole ” “cattoliche ” “per i loro figli. ” “


Un sempre più consistente numero di genitori sceglie per i propri figli scuole di tipo cattolico. Ecco quanto emerge da un sondaggio recentemente effettuato dall’OE-GIAPEC, un’associazione che riunisce i genitori delle scuole cattoliche europee, riconosciuta dalla UE come organizzazione non governativa e collegata, a livello mondiale, al Comitato europeo per l’insegnamento cattolico (CEEC) e all’Organizzazione internazionale per l’insegnamento cattolico (OIEC). I dati provenienti da 6 Paesi – Belgio, Ungheria, Italia, Irlanda, Francia e Grecia – mostrano la presenza di una maggioranza ancora saldamente ancorata alla coppia genitoriale, con una media di 2,53 figli per nucleo familiare. Ebbene i figli in età scolare di questi nuclei frequentano in larga parte la scuola cattolica (77,2%), mentre solo il 17,6% frequenta gli istituti pubblici. E’ proprio partendo da questo risultato che l’OE-GIAPEC ha organizzato a Roma il 7 dicembre, l’incontro “La Scuola Cattolica in Europa: Quale Avvenire – Quale Libertà?”,
“Il sondaggio – ha affermato Alain Laflorentie, segretario generale dell’OE-GIAPEC – evidenzia la grave disparità dei carichi finanziari sostenuti dalle famiglie nei vari Stati. La spesa per la scuola materna, ad esempio, è pari a zero in tutti i Paesi considerati tranne che in Italia dove si aggira su una media di 123 Euro mensili. In Irlanda anche la primaria e la secondaria sono a carico totale dello stato, mentre nelle altre nazioni ci troviamo di fronte a cifre altalenanti: in Francia ripettivamente 56 e 75 euro, in Belgio 100 e 150, in Grecia 200, in Italia 161 e 184, in Ungheria 120 e nessuno costo invece per la scuola secondaria. Gli aiuti pubblici, dunque, non sono uguali in tutti i Paesi europei, come pure molti dei finanziamenti sono inadeguati o addirittura inesistenti. E tutto questo a fronte di una richiesta, corrispondente al 69% dei genitori intervistati, affinché gli stati si accollino gli oneri per la scolarizzazione sia nella scuola pubblica che in quella privata”. Sulla questione di un più o meno incisivo sostegno dello stato nell’ambito della scuola cattolica, F. Nicolas Capelle, rappresentante dei fratelli delle scuole cristiane lassaliane, ha spiegato: “La scuola cattolica in Europa possiede alcuni punti di forza: una tradizione, maestri ben formati, un’immagine pubblica piuttosto buona, a volte finanziamenti pubblici e una partnership sociale, famiglie che le danno fiducia… Spesso però la relazione contrattuale con lo Stato ci lascia spazi di libertà che non utilizziamo a sufficienza. Desideriamo talmente dimostrarci collaboratori fidati che ci adagiamo nei regolamenti imposti, ci allineiamo su parole d’ordine educative senza paragonarle adeguatamente ai nostri obiettivi e ai nostri valori specifici, ci auto-precludiamo iniziative qualificanti che potrebbero rappresentare valide alternative educative o rendere più chiara la nostra proposta cristiana”. Come recuperare allora l’ispirazione più autentica che ha dato origine alla scuola cattolica? “Risvegliando la nostra capacità d’impresa – ha continuato Capelle -. Dobbiamo prendere le nostre iniziative facendo attenzione ai bisogni dei giovani, ricercando finanziamenti, promuovendo il volontariato e la formazione”.