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“Anche se nel nostro Paese molte persone non vivono più nella fede cristiana, per quasi tutti il Natale conserva un senso”: è quanto afferma il card. Lehmann, presidente della conferenza episcopale tedesca e vescovo di Magonza, in un articolo pubblicato dal giornale dell’episcopato di Magonza, Glauben und Leben. Deplorando l’uso della “verità del Natale in una sola direzione”, ossia verso il “consumo”, Lehmann dichiara di avere “l’impressione che questa strumentalizzazione possa aumentare sempre più. Non si conoscono più i limiti”. “Il Natale è certamente le festa cristiana più abusata, secolarizzata e svuotata di significato” aggiunge. “Per molti coincide con la grande fiera degli affari, in cui un mondo consumista celebra il momento saliente dell’anno. Altrimenti, il Natale sembra essere un sentimento di devozione a buon mercato, in cui spesso emerge una vaga nostalgia di ricordi d’infanzia, un ritorno ad una patria ormai sprofondata, lontana e persa”. Contro queste tendenze, osserva il cardinale, “certamente non esistono ricette facili o semplici panacee”; tuttavia, “almeno i singoli, e specialmente le famiglie, possono andare controcorrente”: a questo proposito, “la Chiesa ci aiuta con l’anno liturgico e con molte usanze”; in particolare, “durante l’avvento si dovrebbe imparare a saper attendere”, sottolinea Lehmann invitando i fedeli a “prepararsi” alle feste cristiane, che definisce “pazienti e resistenti”. “Il loro segreto è profondo: lo dimostrano molti secoli. E consentono sempre una conversione, invitandoci ad essa: non è mai troppo tardi”, conclude.