allargamento

” “Confini aperti

” “Allargamento:” “un evento storico ” “che chiude un capitolo della storia europea



Concludendo l’Angelus di domenica 8 dicembre, Giovanni Paolo II ha invitato a pregare per “i responsabili politici che si riuniranno a Copenaghen”nei giorni 12 e 13 dicembre per concludere i negoziati per l’adesione di dieci nuovi Paesi membri dell’Unione Europea. “Questo continente – ha commentato il Papa – potrà così arricchirsi dell’apporto delle tradizioni culturali e religiose di nazioni che, lungo i secoli, ci hanno lasciato un prezioso patrimonio comune di civiltà. Voglia Iddio illuminare tutti gli europei ad essere uniti, per continuare ad offrire fiducia e speranza anche ad altri popoli”.
Sul tema dell’allargamento abbiamo posto alcune domande a mons.
Amédée Grab , vescovo di Coira e presidente del Consiglio delle conferenze episcopali europee (Ccee).

Che significato ha per le chiese l'”allargamento” dell’Unione europea?
“Dal punto di vista delle Chiese e del CCEE in particolare, l’Europa è sempre stata tutta unita. Quindi il concetto di allargamento di per sé non è quello che più amiamo perché è legato a un progetto politico specifico. Ciò per cui le chiese si impegnano, come anche affermato nella terza parte della Charta Oecumenica – Linee guida per la crescita della collaborazione tra le Chiese in Europa, è “un’Europa umana e sociale, in cui si facciano valere i diritti umani ed i valori basilari della pace, della giustizia, della libertà, della tolleranza, della partecipazione e della solidarietà”. Sarebbe terribile se i processi di costruzione dell’Unione europea creassero nuovi muri e ponessero distinzioni tra pesi di serie A e di serie B. L’Unificazione deve fare in modo che la diversità delle ricchezze e degli apporti emergano in un contesto comune. Tuttavia le Chiese sono coscienti che l’allargamento è un evento storico che chiude un capitolo della storia europea e ne apre uno nuovo, con enormi potenzialità di pace e di giustizia. Ciò è in sintonia con i valori del Vangelo e con la prospettiva della “fratellanza”, tipica della nostra fede. Per questo motivo le Chiese sostengono il cammino politico attuale dell’Europa”.

Quali contributi offrono le Chiese al cammino dell’Unione europea?
“L’allargamento suscita sogni, quindi attese e interrogativi da parte dei Paesi candidati soprattutto sul tema dei “valori”. La questione di fondo mi pare “culturale”, cioè del confronto con la cultura e la società occidentale segnata da problemi come il relativismo e la secolarizzazione. Alcune risoluzioni del Parlamento europeo (negli ambiti di salute, famiglia, sessualità…), intimoriscono perché sembrano minare la tradizione. Per questo le chiese lavorano innanzitutto per una visione “fondante” per l’Unione europea e perché questi valori siano salvati. Inoltre le Chiese sostengono un’Europa della solidarietà e della sussidiarietà (criteri che le Chiese cercano di fare entrare in questioni come per esempio le politiche agrarie) perché solo un’Europa solidale può evitare il fallimento dell’allargamento. Un’altra attenzione è quella per i confini dell’Europa, che siano “aperti”: se da un lato è lecita l’esigenza di “tracciare” dei confini, dall’altra ci preoccupiamo perché le frontiere non siano una chiusura verso i Paesi che non appartengono all’Unione, ma con i quali devono esistere rapporti. Ci preoccupiamo perciò delle nazioni non ancora coinvolte come la Russia e la Turchia (Paesi che per altri versi sono già membri del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa!). L’Europa con una più chiara identità sarà anche un’Europa più capace di contribuire e di ricevere nell’ordine mondiale”.

Che cosa vogliono ottenere le Chiese con il riconoscimento della religione, della trascendenza, di Dio nei trattati costituzionali dell’Europa?
“Mi pare ci siano due questioni di fondo: la prima è garantire la libertà religiosa e uno spazio di diritti. Le Chiese non stanno cercando di ottenere privilegi dall’Unione europea, ma il rispetto di una realtà di fatto che esiste in Europa. In secondo luogo, il riferimento alla trascendenza è importante perché apre gli orizzonti per i valori, per l’incontro e demitizza le realizzazioni storiche e le questioni di “potere”. Il senso vero dell’allargamento è la fraternità e la libertà: allargare gli orizzonti fino ad aprirli sull’eterno!”