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Il contributo di Prodi ” “e le tre relazioni ” “conclusive” “
L’ordine del giorno prevedeva la presentazione di tre relazioni conclusive dei gruppi di lavoro tematici ma l’attenzione della dodicesima sessione plenaria della Convenzione (Bruxelles, 5-6/12/2002) si è concentrata soprattutto sul contributo del presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, al dibattito sulla futura Costituzione europea.
“Penelope”. Il documento presentato da Romano Prodi il 5 dicembre di fronte al Parlamento Europeo, è intitolato “Per l’Unione Europea: pace, libertà e solidarietà” ed è stato soprannominato “Penelope”. Favorevole l’accoglienza da parte dei Convenzionali, più cauto invece il presidente della Convenzione europea, Valery Giscard d’Estaing, secondo il quale “l’utile contributo della Commissione non ha suscitato emozioni”. Ciononostante, le proposte di Prodi e dei due Commissari membri del Presidium, Michel Barnier e Antonio Vitorino, hanno raccolto ampi consensi all’interno della Convenzione, eccezion fatta per la proposta di sottoporre la Commissione Esecutiva oltre che al controllo del PE anche alla “sorveglianza” del Consiglio. Le idee contenute in “Penelope” (cfr. SirEuropa n.44 del 5 dicembre 2002) si ispirano fondamentalmente a tre principi che dovrebbero guidare i lavori della Convenzione e della futura Conferenza intergovernativa per la riforma dei Trattati: più democrazia, più efficacia, più semplicità.
Affari Esteri – Il gruppo di lavoro “Azione esterna dell’UE” presieduto dal vicepresidente della Convenzione Jean-Luc Dehaene ha presentato le proprie conclusioni. Il gruppo propone che le funzioni attualmente svolte dall’Alto Rappresentante per la PESC (Politica estera e di sicurezza comune) e dal Commissario per le relazioni esterne siano delegate ad un “Rappresentante europeo per le relazioni esterne”, nominato dal Consiglio a maggioranza qualificata, sentiti l’Esecutivo ed il Parlamento Europeo. Significative sono inoltre le proposte relative alla costituzione di un nuovo “Consiglio Azione Esterna” distinto dall’attuale Consiglio Affari Generali, alla composizione di un “Servizio diplomatico dell’Unione Europea” accompagnato da una “Scuola diplomatica dell’UE” e all’opportunità di rafforzare la consultazione del PE per le materie attinenti la politica estera.
Libertà, Sicurezza, Giustizia I membri della convenzione hanno quindi esaminato le conclusioni del gruppo di lavoro “Libertà, sicurezza e giustizia” presieduto dall’ex premier irlandese John Bruton. Al fine di creare un quadro giuridico unitario e di distinguere i settori che necessitano di una legislazione comunitaria comune da quelli che richiedono un coordinamento giuridicamente meno impegnativo e vincolante, il gruppo propone da un lato che gli Stati effettuino una regolare valutazione delle legislazioni nazionali e del grado di armonizzazione effettiva e dall’altro suggerisce che la Commissione possa adire la Corte di Giustizia di Lussemburgo contro gli Stati che violano i propri obblighi giuridici. Bruton auspica che la politica di immigrazione e di asilo (compresi i rifugiati) si sviluppi in base ai “principi di solidarietà e di condivisione equa delle risorse”. Andrebbe anche posto in essere un sistema che garantisca la ratifica da parte degli Stati membri delle Convenzioni adottate dal Consiglio.
Semplificazione La prima e più importante raccomandazione del gruppo di lavoro sulla semplificazione legislativa presieduto da Giuliano Amato consiste nel diminuire drasticamente il numero di strumenti normativi dagli attuali 15 a 6: due a carattere legislativo (la legge e la legge-quadro); uno non legislativo ma vincolante (la decisione); due non legislativi né vincolanti (la raccomandazione e il parere); uno strumento, infine, per gli atti delegati ed esecutori (il regolamento). La relazione invita inoltre a limitare l’applicazione del ricorso all’unanimità nelle decisioni.