persona e famiglia" "
“Sta profondamente a cuore della Chiesa che la testimonianza dei suoi collaboratori e delle sue collaboratrici sia credibile”. A questo scopo il 5 dicembre la Conferenza episcopale svizzera al termine della 258ª assemblea ordinaria ha pubblicato un documento dal titolo “Abusi sessuali nel quadro della pastorale” che contiene una serie di “direttive per le diocesi” qualora si trovino coinvolte in casi di abusi sessuali compiuti da persone impegnate nella pastorale. I vescovi invitano le comunità ecclesiali a rompere “le zone grigie del silenzio” ed affermano: “I sentimenti che riguardano la sfera della sessualità, i fantasmi e le azioni possono passare spesso sotto silenzio, respinti e qualche volta anche negati a se stessi. Spesso si dà addirittura la colpa alla vittima”. Da qui il richiamo alla “trasparenza, all’apertura e alla franchezza. In un clima di confronto e discussione si legge nel documento – l’ipocrisia, la dissimulazione e l’inganno possono essere combattuti”.
Consapevole che le procedure formali possono essere lunghe, l’episcopato svizzero chiede alle diocesi di prevedere “a fianco della procedura penale, un processo informale durante il quale le informazioni di quanto è successo sono trasmesse al servizio ecclesiale competente da una persone di fiducia (psicoterapeuta, medico, operatore pastorale, avvocato) senza fare il nome della vittima”. I vescovi sollecitano le diocesi ad aiutare le vittime in tutti i modi, “sotto forma di sostegno pastorale, psicoterapeutico e anche finanziario”. E’ stata anche creata una commissione di esperti, composta da 11 membri, tra rappresentanti della Chiesa ed esperti, incaricata di consigliare i vescovi in questa materia.