cattolici in politica" "
Nota della Congregazione per la dottrina della fede sull’impegno dei cattolici in politica.” “Il vescovo Simon (Francia), "ribadita l’autonomia di opinione e azione dei cattolici"” “” “
Una “chiarificazione” “opportuna” su alcuni aspetti e dimensioni importanti della vita politica per scongiurare “i gravi pericoli a cui alcune tendenze culturali vorrebbero orientare le legislazioni e, di conseguenza, i comportamenti delle future generazioni”. Con questo obiettivo, la Congregazione per la dottrina della fede, sentito anche il parere del Pontificio consiglio per i laici ha pubblicato il 24 novembre scorso e diffuso alla stampa il 16 gennaio la “Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica”. Alcuni spunti. Il primo “chiarimento” contenuto nella nota della Congregazione è sul relativismo culturale e la convinzione oggi sempre più diffusa che “il pluralismo etico è la condizione per la democrazia”. La Chiesa afferma invece che “la libertà politica non è né può essere fondata sull’idea relativista che tutte le concezioni sul bene dell’uomo hanno la stessa verità e lo stesso valore”. Questa è l’enunciazione di ordine generale: il passaggio successivo è la sua declinazione verso “il vero bene” dell’uomo e della società attraverso l’azione politica. Il primo grande contesto preso in esame è “l’intangibilità della vita umana”. La Chiesa richiama i cattolici al “preciso obbligo ad opporsi” ad ogni legge che “risulti un attentato alla vita umana” e richiamando un passaggio dell’Enciclica “Evangelium Vitae”, aggiunge: “nel caso in cui non fosse possibile scongiurare o abrogare completamente una legge abortista già in vigore o messa al voto” un parlamentare cattolico potrebbe “lecitamente offrire il proprio sostegno a proposte mirate a limitare i danni di una tale legge e a diminuirne gli effetti negativi”. La Nota passa poi in rassegna le leggi civili in materia di eutanasia ribadendo il “diritto primario alla vita a partire dal suo concepimento al suo termine naturale”; il “dovere” alla protezione dell’embrione umano”; il richiamo a promuovere “la famiglia, fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso”. E ancora: tutela sociale dei minori, diritto alla libertà religiosa, la pace. Infine una precisazione: con la pubblicazione della Nota, la Congregazione non intende “affatto” “esercitare un potere politico o eliminare la libertà di opinione dei cattolici”. Ma richiamare “all’unità di vita del cristiano”, alla coerenza cioè “tra fede e vita, tra Vangelo e cultura”. Alcuni commenti. Secondo mons. Hyppolite Simon, vescovo di Clermont ed esperto di questioni politiche e sociali, la Chiesa non chiede ai politici cattolici nessuna “appartenenza confessionale”. “La Nota dice riprende piuttosto l’insegnamento del Vaticano II sull’autonomia dell’impegno dei cattolici in politica. Afferma che i cattolici sono cittadini impegnati insieme a tutti gli altri per lo Stato di diritto e la democrazia”. La Congregazione mette in guardia sul relativismo etico. “E’ quel comportamento spiega il vescovo – secondo il quale si decide di agire come si vuole e non importa come. Ci sono invece dei valori che sono iscritti nella persona umana. E il primo di questi valori chiede di non fare nulla che può andare contro la dignità e l’integrità della persona umana. In particolare si chiede ai politici di attuare programmi che cercano di promuovere la persona in tutte le dimensioni secondo quei valori morali che sono universali e non possono essere lasciati alla libera scelta di una o dell’altra maggioranza”. La nota lancia infine “un appello ai cattolici ai quali la Chiesa chiede di rimanere fedeli e coerenti alla loro coscienza, di non stancarsi mai di riflettere, di informarsi e lavorare insieme”. Non c’è nessun rischio di cordate cattoliche. “Nella misura in cui spiega il vescovo di Clermont – ogni politico riconosce la dignità della persona umana, ci si può facilmente accordare, sulla base dell’universalità dei valori dell’uomo, anche con chi non si ritrova necessariamente nella fede cattolica”. Sulla Nota è intervenuto anche il card. Joachim Meisner, arcivescovo di Colonia. “Un cristianesimo della domenica, che si ritira nel ristretto ambito ecclesiale dice – viene meno alla sua missione”, rivolto ai cattolici, “a non nutrire alcun complesso di inferiorità”, e a mostrare nella società “la coerenza tra fede e vita, tra Vangelo e cultura”. Anche secondo mons. Meisner, la nota vaticana “non intende mettere in discussione” il “carattere laico” dell’impegno politico dei cattolici. Esige al contrario “un dialogo paritario”.