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L’unità dei cristiani per un’Europa aperta e accogliente” “” “
Si celebra in tutta Europa dal 18 al 25 gennaio la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. L’iniziativa invita tutti i membri delle Chiese a pregare perché cessi la divisione dei cristiani secondo la preghiera di Gesù al Padre “che tutti siano una cosa sola”. La Settimana è preparata ogni anno da una Commissione internazionale e interconfessionale diversa, istituita dal Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani e dal Consiglio ecumenico delle Chiese. Alla Commissione è affidato il compito di elaborare un progetto iniziale di meditazioni e preghiere da proporre alle Chiese. Per il 2003 il progetto è opera di un gruppo ecumenico dell’Argentina che ha scelto come tema di meditazione la seconda lettera di Paolo ai Corinzi (4,5-18): “Un tesoro come in vasi di terra”. Abbiamo approfittato di questo appuntamento dell’anno per realizzare un’inchiesta sul cammino del dialogo ecumenico in Europa. Su una popolazione di 790 milioni di abitanti, l’Europa (compresi i paesi dell’area ex-sovietica) conta circa 500 milioni di cristiani. I cattolici sono 300 milioni (269.944.011), i protestanti e anglicani 135 milioni, gli ortodossi 104 milioni (104.175.560). Il dialogo ecumenico europeo ha avuto come tappa fondamentale la firma a Strasburgo delle Chiese cristiane alla Charta Oecumenica. Intanto dal 30 gennaio al 2 febbraio, si riunirà a Bucarest il Comitato misto della Conferenza delle Chiese europee (Kek) e del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee).GermaniaCirca 1.100 organizzazioni e gruppi si sono dati appuntamento a Berlino per la prima giornata ecumenica delle Chiese che verrà celebrata dal 28 maggio al 1° giugno con lo slogan “Siate benedizione”. In occasione dell’evento, il primo su scala federale, si prevede la partecipazione di oltre centomila persone delle varie confessioni cristiane. Numerosi i temi che verranno affrontati durante le svariate discussioni in programma: tra questi, la violenza, le cause e le radici religiose del terrorismo, la situazione in Medio Oriente, il dialogo cristiano-islamico e cristiano- ebraico. L’iniziativa è stata presentata e diffusa in tutte le diocesi con una lettera dei vescovi tedeschi nella quale, tra l’altro, si legge: “noi cristiani abbiamo una missione comune per il nostro mondo, indipendentemente dall’appartenenza a diverse Chiese e comunità ecclesiali”. E concludono: “dobbiamo fare di tutto per raggiungere quest’unità”. Intanto anche in Germania è partita la campagna per fare del 2003 l’Anno della Bibbia. A lanciarla sono le Chiese cristiane del Paese con l’auspicio che l’avvicinamento ai testi sacri possa aiutare le persone a trovare risposte di senso agli interrogativi della vita. SvizzeraArte e turismo come vie privilegiate per far avvicinare il grande pubblico alla riscoperta della Bibbia. E’ quanto si propongono le Chiese cristiane della Svizzera che con Germania, Austria e Francia hanno indetto il 2003 Anno della Bibbia. “L’iniziativa spiega Cornelia Nussberger dell’équipe promotrice ha la finalità di avvicinare le persone alla lettura della Bibbia proponendo percorsi non tradizionali attraverso i mezzi dell’arte, del turismo , della cultura e del teatro”. Nel corso del 2003 le Chiese svizzere propongono 3 progetti. Il primo che ha per slogan “Sulle tracce della Bibbia” – coinvolge scuole e gruppi di bambini dagli 8 ai 13 anni. Il secondo “Cammini biblici” punta invece al turismo e all’arte con una serie di percorsi storici e visite archeologiche a luoghi significativi. Il terzo progetto invita invece comuni, parrocchie e comunità a ricopiare una o più pagine della Bibbia, per ricavarne un manoscritto originale in più lingue, comprese quelle dell’America Latina, Africa ed Europa dell’Est. FranciaUna miriade di iniziative promosse in ogni diocesi e nella maggior parte delle parrocchie. Veglie di preghiere, incontri di dialogo, tavole rotonde. Così in Francia si svilupperà la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. “Mi sorprende vedere quante iniziative originali si promuovono a livello diocesano dice padre Christian Forster, segretario della Commissione episcopale per l’unità dei cristiani -. E’ la testimonianza di una sensibilità al dialogo ancora molto viva, nonostante la Settimana abbia ormai 70 anni di vita”. Parte quest’anno anche in Francia “L’anno della Bibbia”. Qui, però, l’iniziativa è stata lanciata solo dalla Federazione delle Chiese protestanti anche se è sostenuta dal Consiglio delle Chiese cristiane e “là dove è possibile spiega padre Forster i cattolici si assoceranno”. Lo faranno le diocesi di Metz e Strasburgo, città al confine con la Germania, dove durante la Settimana i vescovi cattolici e i presidenti delle Chiese luterane e riformate, accompagnati dei loro rispettivi consigli, si incontreranno per parlare e riflettere sull’Europa. Parigi punta invece sui giovani con un incontro (domenica 26 gennaio) tra cattolici, anglicani, battisti, luterani e ortodossi. Proprio quest’anno la Francia celebra con una serie di manifestazioni il 50° anniversario della morte dell’abbé Paul Couturier, uno degli ideatori della Settimana e fondatore del gruppo di Dombes, realtà ecumenica d’avanguardia nata in Francia nel 1937. Ricco è infine il lavoro che si sviluppa all’interno dei comitati misti. Con gli ortodossi, per esempio, si è lavorato per 10 anni alla stesura di un testo sull’uniatismo che sarà pubblicato quest’anno in primavera. SpagnaUna Bibbia interconfessionale da realizzare entro il 2003 e qualche passo in avanti verso la creazione del “Consiglio delle Chiese cristiane di Spagna”: sono questi i due progetti, a livello nazionale, illustrati da don Carlos de Francisco Vega, segretario della Commissione episcopale per le relazioni interconfessionali, in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio) che in Spagna verrà celebrata in tutte le diocesi. Ognuna si organizzerà per proprio conto con iniziative autonome, nel frattempo la Conferenza episcopale spagnola ha messo a disposizione sul proprio sito una serie di materiali tra cui un testo-base per la celebrazione liturgiche, riflessioni bibliche e un messaggio firmato dai tre vescovi della Commissione. Da un paio di anni, si è avviato in Spagna un processo per la creazione del Consiglio delle Chiese cristiane, che sarà composto dalla Chiesa cattolica, la Chiesa riformata episcopale, la Chiesa evangelica, l’Unione delle Chiese battiste di Spagna, la Chiesa ortodossa rumena, la Chiesa greco-ortodossa e tutte quelle che vorranno aderire. “E’ stato appena stilato lo Statuto spiega don Carlos de Francisco Vega ora c’è bisogno dell’approvazione delle singole Chiese, ma i tempi saranno piuttosto lunghi. Si spera di portare a termine il progetto entro un anno o due”. Albania “Ora che l’Albania non ‘tira’ più nell’opinione pubblica internazionale, abbiamo non poche difficoltà: siamo poveri e manchiamo di mezzi per organizzarci. Tuttavia ci stiamo impegnando su vari fronti, anche nel dialogo ecumenico”: a parlare è mons. Angelo Massafra, vescovo di Scutari e presidente della Conferenza episcopale albanese, interpellato dal Sir per la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. “Occorre subito dire spiega il vescovo che con gli ortodossi il rapporto è molto positivo e questo favorisce una presenza cristiana vivace, nonostante le difficoltà. Ad esempio, nella mia diocesi è previsto un momento di preghiera comune organizzato dalle due confessioni cristiane, cattolica e ortodossa, nella forma del vespro solenne. Lo celebreremo la sera del 25 gennaio, ultimo giorno della Settimana”. In Albania, i cattolici rappresentano il 10% circa della popolazione, mentre il 20% è ortodosso e il 70% musulmano. LettoniaUn comune passato di persecuzione sovietica ed un presente animato da buoni rapporti e scambi reciproci fanno della Lettonia un “laboratorio per l’ecumenismo”. Così il card. Janis Pujats, arcivescovo di Rigensis e presidente della Conferenza episcopale, presenta l’esperienza ecumenica del suo Paese. In Lettonia i cattolici rappresentano il 14,9% della popolazione e i protestanti il 14,6%. Gli ortodossi sono al 7,6% sebbene la maggioranza della popolazione (il 62,9%) si dichiara non religioso e ateo. “Tutte le feste nazionali dice l’arcivescovo – sono celebrate insieme e molte attività, progetti e anche documenti ufficiali sono elaborati congiuntamente”. Sono stati pubblicati di recente dichiarazioni sull’aborto e per l’insegnamento religioso nelle scuole. Diverse sono le attività realizzate insieme: pellegrinaggi, preparazione al matrimonio, ritiri spirituali. All’incontro europeo di Taizé, per esempio, hanno partecipato dalla Lettonia 900 giovani di differenti Chiese. “Da tre anni aggiunge il card. Pujats durante la Settimana i vescovi delle principali confessioni cristiane si riuniscono per un incontro cordiale, non ufficiale” che si è svolto quest’anno a Saldus dal 13 al 15 gennaio.SlovacchiaLa settimana della preghiera per l’unità dei cristiani in Slovacchia viene organizzata dalla Conferenza episcopale slovacca insieme al Consiglio ecumenico delle Chiese, organismo che riunisce tutte le chiese ufficialmente registrate in Slovacchia (luterana, riformata, ortodossa, metodista, cecoslovacca husita, battista). In un appello pubblico diffuso in occasione dell’Ottavario di preghiera, le Chiese hanno invitato “tutti i cristiani a contribuire alla vita della societá con spirito di riconciliazione e collaborazione, per promuovere la pace e la giustizia”. La Settimana avrá il suo culmine il 26 gennaio a Komarno, nella chiesa ortodossa con la liturgia della Parola guidata da mons. Frantisek Tondra, presidente della Conferenza episcopale e l’arcivescovo ortodosso di Presov, metropolita Nikolaj di Slovacchia e Boemia. Il programma sará trasmesso in diretta dalla tv nazionale. Per la prima volta quest’anno è stata organizzata la “catena della preghiera dei giovani”, che si svolgerà in tutte le città del Paese la sera del 25 gennaio