Il servizio dell’unità (2)” “

Repubblica CecaLa Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani trova nella Repubblica Ceca un clima favorevole. La Chiesa cattolica partecipa come ‘osservatore’ al Consiglio ecumenico delle chiese e vi coopera attivamente. Basti pensare che le trasmissioni religiose nelle radio e tv nazionali vengono realizzate insieme, fatte salve le rispettive celebrazioni e servizi liturgici. In chiave ecumenica viene offerta anche l’assistenza spirituale alle Forze armate, nelle carceri, negli ospedali. Anche la traduzione della Bibbia in lingua ceca moderna esiste solo in versione ecumenica. Il prossimo 20 gennaio, durante l’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani, l’assemblea plenaria dei vescovi cattolici si riunirà a Praga, per una celebrazione ecumenica con i capi delle altre confessioni cristiane. Sarà il momento più importante tra quelli in programma per la Settimana.BulgariaDiverse le iniziative ecumeniche promosse in Bulgaria per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. La loro vivacità sono un effetto concreto del clima nuovo che si respira dopo il viaggio del Papa nel maggio 2002. Nella città di Russe, al confine con la Romania, il parroco passionista della chiesa “S. Paolo della Croce”, padre Walter Gora, e due pastori protestanti realizzeranno insieme a padre Stefan, parroco della chiesa ortodossa dedicata a “S.Nicola”, una preghiera comune. Anche a Pleven, al centro del paese, ogni giorno durante le messe saranno presentate delle preghiere per l’unità dei cristiani. Ma il culmine sarà a Belene dove venerdì 17 gennaio, vigilia dell’apertura della Settimana, i cattolici parteciperanno alla liturgia ortodossa nella chiesa di “S. Giorgio” e gli ortodossi a loro volta andranno alla messa cattolica nella parrocchia della Natività. Il 19 gennaio dopo le celebrazioni liturgiche tutti reciteranno insieme la preghiera “Padre nostro” secondo la versione ortodossa.TurchiaCattolici, protestanti, ortodossi di vari riti, ogni giorno in una chiesa diversa, come in una lunga processione orante, per chiedere il dono dell’unità. E’ quanto avviene nei giorni dell’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani, in Turchia, terra dove l’ecumenismo permea la vita di tutti i giorni. Per cui accade che un greco ortodosso sposi una donna siriaca-ortodossa con una celebrazione all’interno di una chiesa cattolica. Oppure che le comunità cristiano ortodosse siriane o caldee di Istanbul, che non possiedono chiese a sufficienza, le ricevano dalla Chiesa cattolica per i loro riti come messe e battesimi. A confermare quanto siano stretti i contatti tra i cristiani in Turchia è il corepiscopo siriaco cattolico, mons. Yusuf Sag: “i preti siriaco-ortodossi si occupano dell’assistenza religiosa dei cattolici a Mardin e dei caldei a Diyarbakir, nel sud della Turchia, che sfortunatamente non hanno sacerdoti”. Non meno significative sono, poi, le presenze dei metropoliti del Patriarcato greco ed armeno alle grandi celebrazioni cattoliche nei principali periodi dell’anno liturgico. Presenza ricambiata da esponenti cattolici durante le celebrazioni ortodosse. E tutti insieme partecipano alla fine del Ramadan, “iftar”, con i capi spirituali islamici. Segni di unità riconosciuti anche dal Governo turco che recentemente, nell’ambito dell’aggiornamento dei libri di religione nelle scuole, ha chiesto ai cristiani di preparare la sezione dedicata al Cristianesimo. A questo scopo è stata istituita una commissione ecumenica che comprende tutti i riti cristiani e che sta già lavorando alla stesura della nuova sezione.Grecia“Gli ortodossi, qui in Grecia, non celebrano la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Tuttavia, nei giorni dell’ottavario, la nostra preghiera si arricchisce di questa intenzione particolare: l’unità”. A testimoniare la speranza nell’unità dei cristiani è sorella Stefania, clarissa cappuccina del monastero di clausura, “Ut unum sint”, nell’isola greca di Syros. “Nonostante le difficoltà di dialogo – racconta – qui a Syros viviamo una realtà molto bella fra cattolici ed ortodossi. L’anno scorso abbiamo festeggiato con gli ortodossi l’intronizzazione del nuovo metropolita nell’isola. Una gioia ripagata con la sua presenza in cattedrale il 1° gennaio scorso, quando ha pregato con il nostro vescovo per la pace nel mondo. Una gesto di grande importanza che mostra quanto il cammino dell’unità sia praticabile e possibile”. “Questa settimana di preghiera – conclude la religiosa – nasconde un desiderio profondo di comunione. E’ il grido della Chiesa “Signore, Dio nostro, ascolta, donaci tu l’unità”.Russia“Fare ecumenismo oggi è riandare a tutti quei credenti, ortodossi, cattolici, protestanti e di altre fedi che hanno sofferto molto nel passato recente. Molti di loro hanno dato la testimonianza del martirio. Questa è la base dalla quale partire, in Russia, per celebrare ancora una volta la ‘Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani”: lo ha detto al Sir il vescovo Jerzy Mazur, titolare della diocesi di Irkutsk nella Siberia orientale, da cui è stato espulso nei mesi scorsi. Stessa sorte hanno subito quattro sacerdoti, anche loro sulla base di motivazioni di carattere amministrativo. “Per il cammino di riconciliazione – ha proseguito mons. Mazur – dobbiamo rimanere sotto la croce, contemplare insieme Cristo che ha sofferto e ci insegna e ci manda a predicare il suo amore. Sotto la croce non c’è posto per i cattolici, gli ortodossi, i protestanti. Sotto la croce siamo tutti uguali, siamo davvero fratelli”. Mons. Mazur ha fatto anche riferimento alle parole pronunciate da Giovanni Paolo II nel discorso al corpo diplomatico. Il Papa ha espresso in quell’occasione il proprio rincrescimento “per la sorte riservata alle comunità cattoliche nella Federazione Russa” attendendosi “dalle autorità governative decisioni concrete che mettano fine a questa crisi”. “Il Papa – commenta il vescovo di Irkustk – con queste parole ci ha dato speranza e coraggio. Spero che tutti abbiamo potuto sentirle e non stiano in silenzio. Spero anche che il Governo russo prenda decisioni concrete perché finalmente i fedeli cattolici in Russia possano tornare ad avere i loro pastori”. Su una popolazione di quasi 150 milioni di persone, si calcola che i cattolici in Russia siano poco più dello 0,3%, La confessione più seguita è quella ortodossa con una stima del 16,3%, seguita dai musulmani (10%), protestanti (0,9%) ed ebrei (0,4%).Regno UnitoIn Gran Bretagna, negli ultimi anni, si è registrato un “calo delle attività ecumeniche organizzate in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”. Ma è aumentato “l’impegno ecumenico a livello quotidiano, durante tutto l’arco dell’anno, perché l’ecumenismo è una realtà, viva, continua, che non si può restringere a una settimana”. A parlare è padre Tony Milner, segretario del Comitato per l’unità dei cristiani della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. Milner cita alcuni esempi di collaborazione costante tra le Chiese che si realizza soprattutto all’interno di agenzie umanitarie, come Cafod e Christian Aid, e in comunità come “Iona”, fondata sull’omonima isola nel Nord-ovest della Scozia, sulle rovine di un monastero celtico e di un’abbazia benedettina, nel 1938, dal reverendo scozzese George MacLeod, con lo scopo di rinnovare “la Chiesa con spirito ecumenico ed esplorare nuovi modi inclusivi di pregare, basati su una comprensione integrata della spiritualità”. La comunità – attualmente guidata dal pastore Kathy Galloway, della Chiesa di Scozia – conta circa 3000 membri e simpatizzanti (solo una ventina però risiedono sull’isola). Una certa risonanza nell’opinione pubblica sta avendo “Churches Together”, organo interconfessionale che raggruppa 31 chiese e mantiene rapporti con varie organizzazioni ecumeniche presenti in Gran Bretagna e Irlanda e nel resto dell’Europa. Gli ambiti di lavoro sono quelli in cui le diverse chiese si impegnano a trovare soluzioni comuni: vita della Chiesa, Chiesa e società, missione, rapporti interreligiosi, affari internazionali, giustizia razziale. L’ultimo lavoro è stata la pubblicazione di un rapporto sugli abusi sessuali e il coinvolgimento delle istituzioni ecclesiastiche dal titolo “Time for action”.TaizéIl venticinquesimo incontro europeo organizzato dalla comunità ecumenica di Taizè a Parigi (dal 26 dicembre al 1° gennaio 2003) può definirsi – dice frère Emile, responsabile della comunicazione – un incontro a immagine dell’Europa: 80 mila giovani di 23 nazionalità venuti da tutto il continente, più della metà dall’Europa dell’Est (28 mila polacchi, 4.300 rumeni), in maggioranza cattolici, ma si contano 5 mila ortodossi e qualche migliaio di protestanti. Riconciliare i cristiani d’Europa per evitare una nuova guerra, questa era la volontà di frère Roger quando fondò la comunità di Taizé nel 1940. “Oggi si tratta di dare ai giovani il coraggio di andare verso il futuro”, spiega frère Emile. “Noi offriamo un’esperienza di universalità attraverso l’incontro dei popoli e delle culture”. OttmaringNasce all’inizio degli anni sessanta in seguito all’incontro di alcuni membri di una comunità evangelica, la “Bruderschaft vom Gemeinsamen Leben”, con il Movimento dei Focolari. E’ il “Centro ecumenico di vita” e si trova ad Ottmaring (vicino ad Augsburg), in Baviera. Una vera e propria cittadella dove abitano 140 persone, evangelici e cattolici. Nella sua storia, il centro è stato protagonista di eventi ecumenici importanti: dal 1988 e 1998 ha ospitato l’incontro di vescovi e responsabili di varie chiese. II 31 ottobre 1999 ad Augsburg è stata firmata la “Dichiarazione congiunta” della Chiesa cattolica e la Federazione mondiale luterana. Ottmaring è stata scelta come luogo per la segreteria centrale per la preparazione dell’evento. Nel 2002 per due volte si sono incontrati gruppi misti del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (CCEE) e della CEC (Conferenza delle Chiese Europee): in gennaio le due presidenze per il loro incontro annuale e in settembre un altro gruppo – pure di massimo livello – per parlare sulla “Carta ecumenica”. Ogni sera, nella cappella del Centro Ecumenico si prega per l’unità dei cristiani. Per la Settimana il 19 gennaio è in programma un incontro dove l’incaricato della Chiesa luterana in Baviera per l’ecumenismo introdurrà il tema della Settimana, si presenteranno alcune esperienze ecumeniche ed una preghiera conclusiva.