unione europea" "

La Grecia per l’Europa, l’Europa per la Grecia” “

All’inizio del suo semestre di presidenza dell’Ue, la Grecia è ancora incerta tra ” “tolleranza religiosa e libertà religiosa ” “” “

La Grecia ha assunto la presidenza dell’Unione Europea per il primo semestre del 2003, in un panorama internazionale fatto di luci e di ombre. In questi sei mesi sarà firmato il Trattato per l’allargamento dell’Unione e saranno poste le basi per la realizzazione della sua nuova struttura. Non mancherà, poi, l’impegno per evitare quanto possibile un’eventuale guerra in Medio Oriente. Ed è con la presidenza greca che per la prima volta, si sta respirando ad Atene un clima pro-europeo. Il governo attuale si è sforzato molto per superare ogni spinta antieuropea che proiettava il cittadino greco fuori dall’Unione e da quella cultura europea fondata anche sulla cultura greco-classica. Ci sono stati alcuni politici ed rappresentanti ortodossi che, per evitare l’orientamento europeo del Paese, hanno chiamato in causa anche la Chiesa Cattolica, ritenuta tra le cause dello smembramento e della distruzione dell’ex-Jugoslavia e della guerra in Bosnia. Adducendo tali argomenti una fetta importante della popolazione greca considerava come nemici tutti gli “occidentali” (confondendoli con i cattolici) che, pur chiamandosi “cristiani”, avevano invaso e distrutto l’ortodossa Jugoslavia e massacrato un popolo ortodosso. Al cambiamento di questa mentalità ha molto contribuito la visita del Papa come pellegrino in Grecia nel maggio 2001. La sua presenza e i suoi discorsi che si richiamavano alla cultura greca, alla Chiesa Ortodossa (religione dominante, cioè ufficiale, secondo la Costituzione), hanno rasserenato il clima. Inoltre, grazie a questo viaggio, molte posizioni della Chiesa cattolica su questioni fondamentali della vita e del mondo, sono state conosciute da molta parte della popolazione ed hanno contribuito alla scomparsa di molti pregiudizi contro la Chiesa cattolica e la stessa Europa. Tuttavia, in Grecia, ancora oggi, non si difende pienamente la libertà religiosa dei cittadini non ortodossi. Durante l’ultima revisione della Costituzione greca (2001) non si è registrato nessun miglioramento anche per l’intesa dei due grandi partiti (Socialisti e Nuova Democrazia) con la Chiesa ortodossa a non votare nessun cambiamento liberale. E così a difendere la libertà religiosa dei non ortodossi resta una legge del 1930 imposta dalla dittatura del tempo. Non si può parlare di libertà religiosa, ma di tolleranza religiosa. Il governo attuale non sembra voler regolare anche la questione della personalità giuridica della Chiesa cattolica greca. Dal 16 dicembre 1996 esiste una decisione del Tribunale di Strasburgo, che dà ragione alla Chiesa Cattolica, ma il governo non muove alcun passo, perché teme l’opposizione della Chiesa Ortodossa. Giuristi e professori, che nel passato sostenevano la posizione della Chiesa cattolica in Grecia e parlavano della possibilità di un riconoscimento legale come “persona giuridica di diritto ecclesiastico”, ora mutano le posizioni per non opporsi alla Chiesa ortodossa. Non sono mancati, inoltre, casi in cui esponenti politici hanno preso posizione contro la Chiesa cattolica: ultimamente, a motivo della legge secondo la quale un maestro, cittadino di un altro Paese dell’Unione, avrebbe il diritto di insegnare in una scuola elementare greca, anche se non è di religione ortodossa. Per i giovani che si presentano per il servizio militare è sempre in vigore la legge per cui chi non appartiene alla Chiesa ortodossa è definito “M.O.X.” (= non ortodosso cristiano). In parecchi comuni, poi, si continuano a rilasciare certificati in cui è segnalata la religione, malgrado la decisione contraria della Commissione per i dati personali. Cresce un “ecumenismo di base”, vivo tra il popolo, che, cominciando a rigettare tabù vecchi di secoli, si orienta sempre più verso una convivenza fraterna nello spirito di un’Europa senza muri. Ed è per questo che la presidenza appena assunta dalla Grecia può essere anche occasione per scrivere un nuovo capitolo della storia del Paese.