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Il pericolo di una catastrofe” “

"Una guerra preventiva non è giustificabile" è il pensiero di mons. J.Homeyer sulla guerra in Iraq ” “

“Approvo pienamente quanto sostenuto dal presidente francese Chirac, secondo cui è il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a dover decidere su un eventuale conflitto, e che ha affermato che la guerra rappresenta sempre la soluzione peggiore”: a dichiararlo a SirEuropa è mons. Josef Homeyer, vescovo di Hildesheim, presidente della Comece, la Commissione degli episcopati della Comunità europea e della Commissione della conferenza episcopale tedesca per le questioni sociali, commentando le dichiarazioni rilasciate da Chirac e Schröder il 22 gennaio scorso, in occasione del 40° anniversario del trattato dell’Eliseo. Secondo il presule “una guerra preventiva non è attualmente giustificabile. Vi sono forse prove di una minaccia immediata e grave?” In secondo luogo, prosegue Homeyer, “nel considerare l’ipotesi di un conflitto va ponderato molto seriamente il pericolo di una catastrofe umanitaria. In terzo luogo, si deve fare di tutto per impedire una nuova guerra nella regione del Golfo; ciò comporta anche verificare che Saddam Hussein, che ha sulla coscienza molte vite umane, non sia in possesso di armi di distruzione di massa, usate in passato. Non esistono garanzie che non le usi nuovamente qualora ne disponga ancora: in ogni caso recentemente si è dato molto da fare per procurarsi queste armi, violando la risoluzione Onu. Probabilmente noi europei non abbiamo ancora riflettuto a sufficienza su come Saddam debba essere disarmato. Gli europei non sono forse chiamati a pensarci anche loro?”. Interrogato, infine, circa il probabile influsso dell’asse franco-tedesco sull’Europa, mons. Homeyer ha dichiarato: “Il quarantesimo anniversario del trattato dell’Eliseo è un simbolo dei buoni rapporti esistenti da tempo tra Germania e Francia. Credo che i due Paesi siano chiamati a far partecipare anche altri partner europei al loro rapporto di amicizia”.