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Commento dello ZdK alle elezioni regionali in Assia e Bassa Sassonia ” “
Le elezioni regionali in in Assia e Bassa Sassonia del 2 febbraio hanno segnato il crollo del partito socialdemocratico tedesco, attualmente al governo con i Verdi: meno 10% in Assia, meno 15% in Bassa Sassonia. Il successo dei leader della CDU (partito cristiano-democratico), Wulff e Koch, stravolge anche i rapporti politici esistenti nel Parlamento regionale, il Bundesrat, in cui il partito detiene ormai i 2/3 dei seggi. Notevoli le implicazioni anche a livello federale, poiché il sistema legislativo tedesco è fondato su un equilibrio tra Bundestag (parlamento federale) e Bundesrat. Dall’esito del voto emerge da un lato la possibilità che la CDU sfrutti il proprio rafforzamento con l’esercizio del veto sulle leggi votate a maggioranza rosso-verde, dall’altro il rischio che questa situazione ritardi ulteriormente l’avvio delle riforme per rilanciare l’economia tedesca in crisi. Ne abbiamo parlato con Theodor Bolzenius , portavoce dello ZdK (Zentralkomittee der deutschen Katholiken), Azione cattolica tedesca. Quali sono le ragioni di questo risultato? “Premesso che come ZdK non intendiamo commentare il risultato politico in sé, ma osservare con estrema attenzione le motivazioni che stanno dietro a queste decisioni, ritengo siano state premiate nettamente le politiche finora perseguite nei due Stati, soprattutto in Assia, già governata dalla CDU. Diversamente dalle recenti elezioni del Bundestag, la questione di un’eventuale partecipazione tedesca al conflitto in Iraq non ha giocato alcun ruolo: stavolta si è votato solo secondo motivazioni di politica economica ed interna, com’è d’altronde normale per le elezioni politiche regionali. Proprio per questo per gli elettori è stato facile dare col voto anche un monito al governo federale”. E le conseguenze? “Prevedo ripercussioni sul panorama politico tedesco. Il risultato non cambia il rapporto di forze nel Bundestag. L’equilibrio tra SPD e CDU è mutato invece a livello di parlamento regionale, ed è bene sapere che circa il 50% di tutte le leggi in Germania necessitano l’approvazione del Bundesrat: soprattutto quelle in materie su cui siamo impegnati, come l’immigrazione e il diritto di asilo. Questioni etiche come la clonazione e la diagnostica pre-impianto (PID) sono di esclusiva competenza federale, e gli sviluppi a breve termine non sono prevedibili: sicuramente le forze cristiane escono rafforzate. Al contrario, nel settore dell’istruzione e della politica per la famiglia, non solo è necessaria l’approvazione del Bundesrat, ma le competenze sono largamente demandate ai Länder: in questo campo, le forze cristiane diventano notevolmente più forti”. Quali sono le sensazioni della ZdK, alla luce della recente Nota dottrinale dalla Congregazione per la dottrina della fede? “La situazione in Germania va osservata con una certa preoccupazione, poiché come per altri Paesi europei siamo di fronte a grandi sfide, soprattutto nel campo della politica economica e sociale. Da noi, le riforme sono necessarie ed urgenti e vanno avviate con decisione; in Germania, per far ciò ci vuole una maggioranza molto netta. Speriamo che gli schieramenti non formino contrapposizioni di potere, impedendo il cambiamento: se, infatti, la CDU dispone di un’ampia maggioranza a livello decentrato, nel Bundestag la maggioranza, seppure di misura, è detenuta dalla SPD. Anche le Chiese devono segnalare la loro personale disponibilità al cambiamento. Si pensi ad esempio alla Caritas tedesca e l’analoga organizzazione evangelica Diakonie che gestiscono la maggior parte degli ospedali, e costituiscono quindi una forte lobby nel settore. Per le importanti questioni etiche fondamentali bisogna continuare a cercare i giusti alleati. Il portavoce dello ZdK ha sottolineato che il documento vaticano evidenzia come in una società pluralistica la politica viva di compromessi. A livello di parlamento federale e dei Länder i cristiani debbono dunque essere disponibili a trattare, ovviamente fino ad un certo punto: i cristiani debbono continuare ad esprimere chiaramente le proprie posizioni, soprattutto in merito a questioni come la clonazione e particolarmente la diagnostica pre-impianto (PID), su cui si prevede un’animata discussione”.