anno dell'acqua" "

Ancora un bene di tutti?” “

L’impegno per la salvaguardia del creato delle Chiese europee” “

Si è svolto l’8 e 9 febbraio scorso presso l’abbazia di Benediktbeuren (Germania) l’incontro del Gruppo di lavoro “Salvaguardia del creato” nato, in seno al Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), per radicare questo tema nella vita delle Chiese. All’incontro si è parlato anche anche della V Consultazione delle Conferenze episcopali sui temi della salvaguardia del creato che si terrà quest’anno dal 15 al 18 maggio a Breslavia, in Polonia. In vista di questo appuntamento pubblichiamo una nota di Karl Golser, teologo e membro del gruppo di lavoro Ccee per la responsabilità del creato. Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2003 anno internazionale dell’acqua. L’acqua, indispensabile per la vita, comincia a scarseggiare, soprattutto quella pulita e potabile. Gran parte delle popolazioni dell’Africa, ma anche di diversi Paesi latino-americani ed asiatici, sono costrette a bere acqua sporca ed inquinata. Le conseguenze per la loro salute sono più che evidenti. Per questo a conclusione del Summit Mondiale di Johannesburg, che si è tenuto dal 26 agosto al 4 settembre 2002, è stato formulato l’obiettivo di dimezzare entro il 2015 il numero delle persone che non hanno accesso all’acqua pulita. D’altra parte c’è grande sperpero di questo elemento prezioso, se si pensa anche solo a quanta acqua in Italia meridionale si perde prima di arrivare al rubinetto. All’acqua sono collegati grandi progetti per l’energia e per l’irrigazione delle culture. L’elevamento della temperatura terrestre fa sciogliere la grande riserva d’acqua costituita dai ghiacciai. Ci sono previsioni che le future guerre dell’umanità verranno condotte per il possesso dell’acqua. Dietro questo sfondo le Chiese cristiane si sono mosse da tempo. Oltre a riscoprire i ricchi riferimenti e la simbologia dell’acqua nella Bibbia e nel patrimonio liturgico – si pensi soprattutto all’importanza fondamentale del battesimo -, le Chiese si sono adoperate anche per svegliare la sensibilità ecologica. “L’impegno per la salvaguardia del creato non rappresenta un qualsivoglia campo di azione accanto a molti altri, ma deve costituire una dimensione essenziale della vita della chiesa”, così recita per esempio la prima delle raccomandazioni operative dell’Assemblea ecumenica europea di Graz del 1997. Da allora il Consiglio delle Conferenze Episcopali ha organizzato già quattro consultazioni su questo tema a livello europeo – di cui l’ultima a Venezia nel maggio 2002, mentre la prossima è prevista per il maggio 2003 in Polonia. A Venezia per esempio si è tenuta nella Chiesa di San Geremia una celebrazione ecumenica utilizzando l’elemento dell’acqua. Così pure l’Oeku, associazione ecumenica “Chiesa e ambiente”, fondata nel 1986 in Svizzera a livello ecumenico, metterà la celebrazione dell’annuale giornata per il creato del 2003 sotto il segno dell’acqua. Il Patriarca Ortodosso Bartholomeos da anni organizza dei pellegrinaggi su corsi d’acqua – il Mar Nero, il Danubio, e l’anno scorso il Mare Adriatico – per richiamare l’attenzione sulla comune responsabilità per il creato che ci è stato affidato. Il viaggio del giugno 2002 si è concluso a Venezia con un comune appello del Papa Giovanni Paolo II e del Patriarca dove si dice fra l’altro: “Il rispetto della creazione deriva dal rispetto per la vita e la dignità umana. Soltanto se riconosciamo che il mondo è creato da Dio, possiamo discernere un ordine morale oggettivo entro il quale articolare un codice di condotta ambientale. In questa prospettiva, i cristiani e tutti gli altri credenti hanno una funzione specifica nel proclamare i valori morali e nell’educare le persone ad una consapevolezza ecologica, la quale non è altro che la responsabilità assunta nei confronti di se stessi, nei confronti degli altri e nei confronti della creazione.”