francia
” “Un questionario dei vescovi per la ” “catechesi del futuro” “” “
La Chiesa francese ha deciso di puntare sulla catechesi ed ha diffuso in tutte le librerie religiose del Paese un documento dal titolo “Andare al cuore della fede”. Nel testo, i vescovi invitano le comunità a rispondere alle provocazioni offerte al termine di ogni paragrafo e di far pervenire le risposte al segretariato generale della Conferenza episcopale prima della Pasqua 2004. I contributi serviranno per elaborare un documento nuovo (che fa seguito ai due testi precedenti del 1964 e del 1979) che dovrebbe contenere orientamenti e indicazioni per “la catechesi del futuro”. La novità scrive mons. Jean Pierre Ricard , presidente della Cef, nella prefazione del documento è che per assolvere all’impresa la Chiesa francese ha deciso di convocare tutte le comunità e tutti i cristiani di Francia, aprendo “un immenso cantiere di lavoro” perché ciascuno possa “prendere coscienza della propria responsabilità” e dare il suo contributo. (v. Sir n.9 del 7.02.03) “Un mestiere difficile”. Sono 180 mila i catechisti in Francia e il bilancio del lavoro da loro effettuato non può che essere “positivo”. “In condizioni spesso difficili si legge nel testo della Cef lavorano accanto a ragazzi che non hanno alcuna conoscenza della fede cristiana, dando il meglio di loro stessi”. Il fatto è sottolinea Denis Villepelet, direttore dell’Istituto parigino di catechesi che “i catechisti fanno un mestiere difficile”, soprattutto perché si scontrano con un mondo in trasformazione. “Il nostro universo spiega mons. Michel Dubost, presidente della Commissione episcopale per la catechesi è mutato. Una volta, l’uomo aveva nel campanile il suo punto di riferimento e viveva al centro del suo villaggio. Oggi non esiste più alcun centro e la parola deve essere rivolta a ciascuno”. Così è anche per la catechesi: un tempo si rivolgeva essenzialmente ai bambini, dando per scontato che gli adulti conoscessero le ricchezze della fede cristiana. Oggi il bisogno di formazione si esprime a tutte le età e richiede cammini catechetici adattati. Ma soprattutto sottolineano i vescovi chiede un profondo rinnovamento interiore”. Essere “luce nel mondo”… Il lavoro proposto dai vescovi si presenta come un itinerario di riflessione in quattro tappe. Nella prima (dal titolo “Luce nel cuore del mondo”) così si legge: “Gli uomini vivono nel mondo. Anche noi cristiani viviamo nel mondo, condividendo con tutti le stesse tenebre. Un credente non è qualcuno che è già arrivato: è fratello in umanità di chi che brancola nell’oscurità, cercando il suo cammino”. E’ questa umanità a “bussare alla porta” delle Chiese e lo fa sotto la spinta di eventi importanti come “l’arrivo di una nascita o la prova di una sofferenza”. Altri si rivolgono alle parrocchie per “motivi occasionali”; altri ancora non sono interessati ad avvicinarsi. …testimoni della Parola. La seconda tappa di riflessione si incentra invece sulla “Parola di Dio”: “Colui che ascolta, accetta di essere cambiato e rinnovato dal di dentro”. “Avete tempo chiedono i vescovi – per raccontare come la Parola di Dio, letta e ascoltata insieme, ha dato senso e gusto alla vostra vita”. Spesso, poi, il linguaggio biblico risulta essere “estraneo, oscuro ed incomprensibile”. I vescovi chiedono alle comunità se hanno individuato “mezzi concreti” per proporre in modo adeguato ai tempi la parola di Dio. La terza tappa apre la riflessione ai sacramenti alla luce del fatto che “sempre più diffusamente si ritiene possibile credere” senza celebrarli. …comunità di vita. L’ultima parte del documento si incentra sulla comunità. A renderla credibile scrivono i vescovi non è la parola detta ma la vita vissuta, “l’attenzione reciproca che si nota visibilmente tra i suoi membri e le relazioni fraterne che vi si sperimentano”. Il problema è che sempre più persone “prendono le distanze” da ogni ambiente ecclesiale; “altri non hanno fatto mai esperienza di Chiesa”; altri ancora “per salvaguardare la loro libertà, stanno attenti a non lasciarsi prendere”. Siamo impazienti scrivono i vescovi – di accogliere ciò che lo Spirito ci dirà attraverso le vostre testimonianze, risposte e suggerimenti”. Il documento si conclude con una convinzione: “la catechesi non potrà essere, nel cuore del nostro mondo, segno della novità portata da Cristo se non nasce dalla gioia”.