“La pace dono di Dio, affidata alle incerte mani degli uomini è bene troppo grande e prezioso, per essere affermato o misconosciuto a seconda delle indicazioni degli schieramenti partitici. La decisione per la pace, o Dio non voglia, per la guerra, occorre venga da ognuno nella tremenda solitudine della propria coscienza”. Questo l’invito rivolto dai vescovi del Molise ai parlamentari della Regione riuniti il 19 febbraio alle Camere per il voto sulle mozioni relative all’intervento in Iraq dell’Italia. “Come vescovi del Molise prosegue la lettera vogliamo innanzitutto esprimervi la nostra solidarietà umana e la paterna sollecitudine per la gravità delle scelte, certamente non facili, che siete chiamati a compiere nell’esercizio della vostra responsabilità. Nello stesso tempo, sentiamo forte l’obbligo di invitarvi a porvi in attento ascolto delle vostre coscienze”. “A noi concludono i presuli il compito di ricordarvi che il concetto di “guerra preventiva” non è giustificato dalla dottrina morale cattolica anche se condotta contro un dittatore che unanimemente condanniamo per la violazione dei più elementari diritti di libertà del suo popolo e di cui temiamo le armi di distruzione di massa. A voi la consapevolezza che ogni decisione dovrà mirare al rispetto delle deliberazioni dell’Onu, nella salvaguardia dell’unità europea”.