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“La situazione del fenomeno migratorio riguarda anche un grande paese come la Russia, che ha registrato in questi ultimi anni una accentuazione dei movimenti interni di popolazione”: lo ha detto al Sir p. Michael Ryan, irlandese, parroco della parrocchia moscovita di “Our Lady of Hope” e presidente della Caritas di Mosca. “E’ molto difficile quantificare i flussi migratori interni, in quanto non esistono dati ufficiali e comunque si ha netta percezione di continui cambiamenti, anche nella città di Mosca dove sembra esistano tra i due ed i cinque milioni di persone senza adeguata documentazione – spiega p. Ryan. Grossi flussi migratori giungono dal Caucaso, dall’Asia Centrale, dal Kasachstan, ma anche da paesi quali l’ex-Germania dell’Est o la Polonia. In questi ultimi casi si tratta spesso di figli o nipoti di ex-deportati nei tempi del regime sovietico”. Di fronte a una realtà così composita, “il compito di una piccola struttura di servizio quale è la Caritas di Mosca – aggiunge il religioso – è quello di stare vicini alle persone che si rivolgono a noi per aiuto, incoraggiando i più a tornare a casa, uscendo quindi dalla clandestinità e dal lavoro nero che significa grave stato di precarietà”.