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Radici cristiane: mons. Betori (Cei), ” “non "un mero omaggio formale" ” “

“Il richiamo del patrimonio religioso, e segnatamente delle radici cristiane, deve essere inteso non come mero omaggio formale ad un elemento della tradizione ma come riconoscimento di una realtà presente”. A ribadire la richiesta di inserire nella futura Costituzione europea un riferimento esplicito alle ‘radici cristiane’ è stato oggi il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, in un’audizione a Montecitorio alle Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato. “Il patrimonio religioso – ha spiegato Betori – rimane fonte d’ispirazione per una larga maggioranza della popolazione del nostro continente, che si riconosce nella religione cristiana e nelle Chiese e comunità religiose che operano nella società europea a servizio del bene comune”. In questa prospettiva, ha osservato il segretario generale della Cei, vanno collocate le richieste formulate dalle confessioni cristiane, perché nel trattato costituzionale europeo si inseriscano “tre disposizioni normative riguardanti: il riconoscimento dell’autonomia istituzionale delle Chiese e delle comunità religiose, che comporta il diritto di organizzarsi liberamente in conformità ai propri statuti; il riconoscimento dell’identità specifica e del ruolo svolto nella società da parte delle Chiese e delle comunità religiose, cui è collegata la previsione di un dialogo “strutturato” fra queste e l’Unione Europea; il rispetto, da parte dell’ordinamento dell’Unione, dello statuto peculiare di cui ciascuna Chiesa e comunità religiosa gode all’interno degli ordinamenti nazionali”. Queste richieste, ha proseguito, “esprimono le attese di tutti i credenti in Cristo che vivono in Europa”. Tuttavia, “con tali proposte non si ricerca uno statuto giuridico privilegiato per le Chiese e per le comunità religiose ma, piuttosto, si desidera prevenire il rischio della loro eventuale discriminazione ed elaborare un quadro che assicuri l’effettivo e pieno esercizio della libertà religiosa, anche nella sua dimensione propriamente istituzionale, nel pieno rispetto della laicità delle istituzioni civili e comunitarie, come pure delle organizzazioni non confessionali”. Per questo, ha concluso, portando come esempio il disegno della Costituzione italiana, “non si avanza solo una legittima rivendicazione di libertà, ma si esprime il desiderio di promuovere il concorso al faticoso processo di unificazione del continente delle energie specifiche delle comunità religiose”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1185 N.ro relativo : 15 Data pubblicazione : 28/02/2003