Kek: intensificare gli sforzi e la preghiera per la pace” “

Dal 26 febbraio al 2 marzo si è svolto ad Atene il ‘Presidium’ della Conferenza delle Chiese europee (Kek), rappresentativa di 126 di tradizione ortodossa, protestante, anglicana e vetero cattolica di tutti i Paesi europei, che su invito dell’arcivescovo ortodosso di Atene e di tutta la Grecia, Christodoulos, ha riguardato la crisi irachena e più in generale il Medio Oriente. Al termine dell’incontro è stato votato all’unanimità un documento che “approva la dichiarazione dei leader religiosi europei e americani pubblicata a Berlino il 5 febbraio e condanna un attacco preventivo all’Irak”. Nel corso della riunione in Grecia, prosegue la risoluzione, “il Presidium della Kek ha mostrato apprezzamento per l’iniziativa presa dalla Presidenza greca dell’Ue di sviluppare una politica estera e di sicurezza comune (Pesc) in seno all’Unione Europea ed in particolare riguardo alla crisi irachena”. Nel testo non si dimentica la situazione in Medio Oriente per la quale si invoca “una soluzione sotto gli auspici delle Nazioni Unite”. Il Presidium “deplora tutti i tentativi di giustificare con argomenti religiosi una guerra simile. Al contrario l’inizio della Quaresima invita tutti i cristiani ad intensificare le preghiere e gli sforzi per difendere la pace”. L’attività della Kek per una soluzione pacifica della crisi irachena si è poi trasferita a Mosca dove il 4 e 5 marzo una delegazione mista formata da esponenti religiosi europei e statunitensi ha incontrato “alti esponenti del Governo russo”. “Abbiamo registrato – ha detto Keith Clements, segretario generale della Conferenza delle Chiese europee (Kek) – la comune convinzione che le ispezioni dell’Onu possono e devono continuare per raggiungere il loro scopo e che una guerra preventiva contro l’Iraq oltre a gravi pericoli umanitari, avrebbe conseguenze incalcolabili per tutta la Regione. Speriamo che il presidente russo Putin, che vanta una personale amicizia con Bush possa adoperarsi per una positiva soluzione della crisi”.