La storia ai margini?” “

Il riferimento alle radici giudaico-cristiane dell’Europa” “è il riconoscimento di un dato di fatto. ” “” “

“La costruzione europea è per vari aspetti la più grande innovazione politico-istituzionale del secolo scorso. E ora siamo a un altro passaggio delicatissimo e importante: la Convenzione sta lavorando alla bozza della futura Costituzione, che potrebbe essere un punto e a capo per l’Unione”. Alberto Quadrio Curzio , docente di Economia e preside della facoltà di Scienze politiche all’Università Cattolica di Milano, è membro del Gruppo Michalski il “gruppo di studio sui valori europei” (vedi pagina precedente) voluto dal presidente della Commissione, Romano Prodi. Il Sir lo ha intervistato. Lei sostiene che l’Europa è a una svolta. Quali le prospettive e quali i pericoli? “Il varo della moneta unica, i lavori della Convenzione e l’allargamento, già previsto per il 2004, cambieranno il volto dell’Unione dei Quindici. Pensiamo all’euro: è una entità pressoché unica nella storia, essendo una moneta che non ha uno Stato alle spalle. Eppure la moneta unica si sta confermando come un elemento di identità nell’Unione europea, non un semplice mezzo di pagamento. Io credo che se l’Ue sapesse perseguire con la stessa determinazione le riforme di cui necessita in vista dell’allargamento ad altri dieci Paesi, farebbe dei giganteschi passi in avanti. Altrimenti è possibile imboccare un percorso involutivo, tornare indietro nella storia”. Di quali riforme ha bisogno l’Ue? “La “scrittura” della Costituzione è importante, benché rischiosa. C’è il pericolo di fare dei passi indietro rispetto al dettato dei Trattati finora in vigore. La vera sfida è quella di mettere nero su bianco i capisaldi su cui fondare l’Unione del terzo millennio, accompagnando però questa operazione con un adeguato trasferimento di deleghe e di poteri dagli Stati sovrani all’Unione stessa, soprattutto per quanto riguarda la politica estera e quella di sicurezza comune. Il che non è impossibile: è esattamente quanto è stato fatto quando si è deciso di dar vita alla valuta unica. Questa ‘cessione parziale di sovranità’ è essenziale per edificare una Unione “forte, coesa e democratica”. Come stanno procedendo i lavori della Convenzione? “La bozza dei primi sedici articoli del Trattato costituzionale presentata dal presidente Giscard d’Estaing non mi è sembrata particolarmente innovativa ed efficace; anzi, è risultato un documento piuttosto autoreferenziale. Sono convinto che, a questo proposito, sia ancora necessario un lavoro di approfondimento, soprattutto sui principi fondativi. E poi rilevo la carenza di una ‘dimensione storica’ del processo di integrazione, così come si è sviluppato in questi cinquant’anni”. Qui si innestano le osservazioni provenienti dal Papa e dalle diverse confessioni sulla necessità di includere nel testo precisi riferimenti alla dimensione spirituale e religiosa dell’Eu-ropa… “Le richieste provenienti dalle comunità di cristiani (ma non solo) mi sembrano più che opportune. Se questa Costitu-zione vuole avere una profondità e una dimensione storica, deve contenere un chiaro riferimento alle radici giudaico-cristiane dell’Europa. È il riconoscimento di un dato di fatto. E in tal senso la Chiesa cattolica non parla per sé, ma piuttosto è testimone della storia, ossia vuole valorizzare un patrimonio che è di tutti. D’altro canto la Chiesa chiede uno statuto di rispetto, secondo un principio di laicità e non confessionale: la proposta è che le religioni e le comunità dei credenti possano avere uno spazio di libertà e un riconoscimento nella Costituzione”.