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Il card. P. Poupard ai ‘Quaresimali’ di Notre Dame a Parigi” “” “
Robert Schuman, Madre Teresa di Calcutta, Maurice Blondel, Giuseppina Bakhita, Pier Giorgio Frassati, Papa Giovanni XXIII sono i sei “testimoni” proposti nelle conferenze di Quaresima 2003, a Parigi, presso la basilica di Notre-Dame, per il ciclo di incontri “La santità alla sfida della storia. Ritratto di sei testimoni per il terzo millennio”. Il primo appuntamento, in programma domenica 9 marzo, sarà dedicato a “Robert Schuman, 1886-1963. Un anima per l’Europa”. Relatore il card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Anticipiamo alcuni passaggi della conferenza. Santità nella politica – “Un cristiano che ha seguito il cammino dell’impegno politico, che per i discepoli di Cristo rappresenta un campo privilegiato per l’esercizio esigente e appassionato della carità al servizio del bene comune. Questo cammino fu per Robert Schuman il cammino della santità”: è la definizione sintetica con cui il card. Poupard presenta la figura di Schuman, uno dei “padri dell’Europa”, accanto a Konrad Adenauer e ad Alcide De Gasperi. Primo parlamentare francese incarcerato dalla Gestapo nel settembre 1940, in domicilio coatto nel Palatinato e poi clandestino fino alla Liberazione, Schuman ha lasciato una profonda traccia, umana e spirituale. Poupard cita le parole del deputato socialista André Philip che così lo ricorda: “Egli resterà nella memoria di quanti l’hanno conosciuto come il tipo di vero democratico, fantasioso e creativo, combattivo nella sua dolcezza, sempre rispettoso dell’uomo, fedele ad una vocazione intima che dava senso alla vita”. Un “alto” ideale d’Europa – I suoi ideali più elevati trovavano spazio e modo di espressione nei discorsi politici. Alla “Settimana degli intellettuali cattolici” di Parigi, Schuman ebbe a dire: “Dobbiamo renderci conto che l’Europa non dovrà limitarsi ad essere una struttura puramente economica. Bisogna che essa divenga anche una salvaguardia per tutto ciò che fa la grandezza della nostra civiltà cristiana: dignità della persona umana, libertà e responsabilità dell’iniziativa individuale e collettiva, fioritura di tutte le energie morali dei nostri popoli”. Per il vecchio continente, Schuman vedeva un ruolo importante e profetico dentro la storia mondiale: “L’Europa, dopo il discredito di cui si è circondata in varie parti del mondo, dovrà impegnarsi per riprendere nuovamente il suo ruolo di educatrice disinteressata, soprattutto dei popoli che stanno ora nascendo alla libertà. L’aiuto ai Paesi sottosviluppati costituirà la grande sfida per tutti coloro che hanno il privilegio di essere più avanti degli altri .. Nei loro riguardi, noi abbiamo un particolare carico di ‘anima’ da condividere e ciò costituisce un compito specificamente europeo…”. Europa e cristianesimo, binomio inscindibile Schuman aveva un’alta considerazione della storia europea nel consesso mondiale. Presidente del primo Parlamento europeo, disse: “Tutti i Paesi europei sono stati plasmati dalla civiltà cristiana. Questa è l’anima dell’Europa che dobbiamo fare rivivere … E’ all’Europa che tocca mostrare una strada nuova, con l’accoglienza delle diverse civiltà e culture nel rispetto le une verso le altre. Noi non siamo e non saremo mai negatori della patria, dimentichi dei doveri che abbiamo verso di essa. Ma sopra ogni patria noi riconosciamo sempre più chiaramente l’esistenza di un bene comune, superiore all’interesse nazionale, nel quale si fondono e si confondono gli interessi individuali dei nostri Paesi”. Questo compito così esigente si fonda secondo Schuman sul fatto che “il cristianesimo ha modellato l’Europa e il Vangelo ha segnato l’identità dell’uomo europeo con un marchio indelebile”. In particolare, – sottolinea il card. Poupard in quanto “il patrimonio culturale europeo si caratterizza per il concetto di ‘persona’: l’uomo si comprende non come una cosa qualsiasi, ma come un essere che è insieme figlio di Dio e fratello dei suoi simili, libero e responsabile ad un tempo”.