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Il “no” ad “ogni forma di terrorismo, ai conflitti in atto e alla temuta guerra all’Iraq” è stato ribadito dai presidenti delle sette Conferenze episcopali della regione dei Balcani e Sud-est Europa (Albania, Bulgaria, Bosnia-Erzegovina, Grecia, Serbia e Montenegro, Romania, Turchia), riuniti il 10 e l’11 marzo a Scutari, in Albania, per iniziativa del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa). “Il pressante invito del Papa e l’essere in una terra che ha sperimentato nella sua storia la violenza”, si legge in un comunicato del Ccee, ha portato i presidenti delle Conferenze episcopali a ribadire la loro contrarietà alla guerra in Iraq e l’invito alla preghiera e al digiuno per la pace. L’incontro – ospitato dall’arcivescovo metropolita di Scutari, mons. Angelo Massafra – è stato dedicato al tema: “Ecumenismo: dalla tolleranza al dialogo per la collaborazione”. Mons. Stanislao Hocevar, arcivescovo di Belgrado, crede possibile la realizzazione di “laboratori di riconciliazione ecumenici” in tutta Europa, ma anche il rafforzamento della “rete tra le Conferenze episcopali della regione”; la concretizzazione degli impegni assunti rispetto alla Charta Oecumenica; la riscoperta di elementi propri della tradizione orientale come la ricchezza dei simboli, il linguaggio dell’arte, il senso del sacro. Emergono, ad avviso dei vescovi, “segnali incoraggianti riguardo al rapporto fra le diverse Chiese e comunità: s’inizia a respirare un’aria nuova che permette di sperare in un superamento dei problemi persistenti”, “la caduta di pregiudizi e la possibilità di camminare insieme”. Durante una tavola rotonda tra i vescovi ed un gruppo di giovani cattolici, ortodossi e musulmani, provenienti da Serbia e Montenegro, Kosovo, Macedonia e Albania, i giovani hanno proposto alcuni temi su cui dialogare: il traffico di esseri umani e di droga, la corruzione, i diritti umani, la responsabilità delle Chiese e l’ecumenismo, la questione della pace, la necessità di formare persone capaci di assumersi responsabilità politiche.