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Paura di invecchiare? ” “

Europa: le previsioni parlano di un aumento ” “della spesa pubblica per gli anziani” “

La questione dell’invecchiamento della popolazione e delle relative conseguenze sulle finanze pubbliche (sistemi pensionistici, previdenza sociale, welfare) sta lentamente conquistando le luci della ribalta internazionale. In collaborazione con il Centro di studi strategici ed internazionali (Csis) di Washington, la Direzione generale affari economici della Commissione Europea ha organizzato nei giorni scorsi a Bruxelles una conferenza su “Le implicazione economiche e di bilancio dell’invecchiamento globale”. Il Commissario europeo responsabile dell’economia, lo spagnolo Pedro Solbes de Mira , ha illustrato le urgenze che l’Unione Europea è chiamata ad affrontare nel medio periodo, nonché le misure da adottare immediatamente al fine di preparare gli Stati membri a gestire una situazione i cui aspetti sono in massima parte sconosciuti. SirEuropa ha raccolto l’opinione del Commissario. Situazione e previsioni. “L’Europa ha dinanzi a sé una vera e propria sfida demografica. Nel corso dei prossimi decenni – afferma il Commissario – l’Unione allargata sarà interessata da mutamenti senza precedenti nel numero e nella struttura di età della sua popolazione. I tassi di fertilità dovrebbero restare su livelli inferiori al naturale ricambio generazionale, mentre l’aspettativa di vita aumenterà di un anno ogni dieci. I flussi migratori – continua Solbes – in assenza di radicali mutamenti delle politiche per l’immigrazione non dovrebbero essere tali da invertire l’attuale tendenza demografica. Secondo i dati Eurostat, l’impatto maggiore si avrà sul numero di persone in età lavorativa (15-64 anni). Se, da un lato, la popolazione in età lavorativa diminuirà nei prossimi cinquant’anni di quaranta milioni di unità, dall’altro, il numero degli over 65 aumenterà pressappoco della stessa quantità. Se oggi vi sono quattro cittadini in età lavorativa per ogni singolo anziano (pensionato), nel 2050 la proporzione sarà dimezzata con due lavoratori ogni pensionato”. Le implicazioni. “Da un punto di vista economico – sottolinea Solbes – il nostro timore è che se gli Stati membri non saranno in grado di gestire le conseguenze sui bilanci dell’invecchiamento della popolazione, l’impatto sulle finanze pubbliche sarà altamente negativo. Le previsioni più rosee parlano di un aumento della spesa pubblica legata agli anziani (pensioni, assistenza sanitaria, previdenza) da 5 a 8 punti percentuali del Pil entro il 2040. L’entrata in età pensionistica dei figli del baby boom del dopoguerra a partire dal 2010 farà diminuire il tasso di crescita europeo dello 0.8%, con il conseguente abbassamento del tenore medio di vita. Non si tratta di preoccupazioni a lungo termine – insiste il responsabile economico della Commissione – ma di effetti che stanno già emergendo in alcuni Stati membri”. Possibili soluzioni. “Il cuore del problema resta l’impatto di popolazioni che invecchiano sui mercati del lavoro e sulla crescita potenziale – spiega ancora il Commissario -. La Commissione ed il Consiglio Europeo hanno concordato una strategia in tre punti per far fronte ai mutamenti demografici: riduzione rapida dell’indebitamento pubblico; aumento dei tassi di occupazione specialmente per donne e anziani; riforma dei sistemi pensionistici e di previdenza sociale. L’Ue – seguendo l’esempio del Patto di Stabilità – può introdurre utili vincoli comunitari che aiutino le Amministrazioni ad introdurre a livello nazionale riforme difficili. Inoltre, l’Unione può intervenire nell’analisi comparata di problemi e soluzioni: il tema dell’invecchiamento della popolazione può costituire un laboratorio naturale di sfida politica per la collaborazione internazionale. E’ infine indispensabile – conclude Solbes – aprire un ampio dibattito pubblico sul tema: ripensare il nostro approccio alla vita lavorativa e riorientare il costo della spesa demografica alleggerendo il carico per le finanze pubbliche. Sono scelte difficili, ma nessun Paese può più permettersi di non parlarne”.