Nel corso della sessione plenaria di settimana scorsa (Strasburgo, 10-14 Marzo), il Parlamento Europeo ha approvato una relazione e una “Risoluzione sulla valutazione annuale nell’esecuzione dei programmi di stabilità e convergenza”, a firma di Bruno Trentin (Pse, Ita). I programmi di stabilità e convergenza sono gli strumenti di programmazione ed attività economico-finanziaria che gli Stati membri dell’Ue presentano alla Commissione nel rispetto del Patto di Stabilità e di Crescita e dei criteri fissati a Maastricht per l’adesione e la permanenza nell’area dell’Euro. Partendo dalla considerazione che le prognosi di crescita per l’anno in corso effettuate dalla Commissione sono risultate “troppo ottimiste” a causa, tra l’altro, del rallentamento economico generalizzato, dell’incapacità del mercato di creare nuova occupazione stabile e della crisi politica internazionale il documento sottolinea l’importanza di bilanci equilibrati e attentamente sorvegliati “per uno sviluppo economico duraturo” dell’Ue. Il Pe “plaude all’esecuzione altamente soddisfacente dei programmi di stabilità e convergenza nella maggioranza degli Stati membri”, ed invita i Quindici ad applicare “in modo flessibile” il Patto di Stabilità e di Crescita, mantenendo inalterati il limite massimo del 60% per l’indebitamento pubblico e la soglia del 3% per l’inflazione. A parere degli eurodeputati, quindi, non vi è il bisogno di modificare le regole del Patto. L’Assemblea di Strasburgo condivide il punto di vista della Commissione secondo il quale “la Strategia di Lisbona e le riforme strutturali a livello di Stati membri costituiscono la miglior risposta al rallentamento dell’economia”; a tale Strategia si debbono affiancare maggiori investimenti pubblici e privati in settori-chiave quali la ricerca, la formazione, l’innovazione e le piccole e medie imprese. Sottolineando infine gli sforzi compiuti dall’Esecutivo e dalla Convenzione per rafforzare a livello europeo il coordinamento delle singole politiche nazionali di bilancio, la Risoluzione conferma l’opinione maggioritaria all’interno del PE secondo cui “in futuro le raccomandazioni e gli avvertimenti tempestivi ( per violazione o pericolo di violazione delle regole del Patto, ndr) debbano essere emessi sotto l’esclusiva responsabilità della Commissione e che il Consiglio non debba avere il diritto di votarli”.