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Per un’Europa diversa” “

” “I progressi e ” “i prossimi obiettivi della Convenzione per il futuro dell’Europa” “” “

“Iniziamo una sessione alla vigilia di un intervento militare che vede gli Europei, popoli e dirigenti, divisi. Non chiudiamo gli occhi sull’Europa di oggi, e non rinunciamo ad impegnarci per renderla diversa”. Così il Presidente Valery Giscard d’Estaing ha aperto i lavori della XVIII seduta plenaria della Convenzione, che si è svolta parallelamente ad una crisi che avrà irrimediabilmente conseguenze anche sul lavoro dei Convenzionali. Per un’analisi dello stato dell’arte della Convenzione, delle scadenze future e della possibile incidenza dell’evidente mancanza di politica estera comune sul processo di riforma e di integrazione europea, SirEuropa ha incontrato Nikolaus Meyer-Landrut , diplomatico tedesco, portavoce della Convenzione. Come procede la Convenzione? “Dopo un anno di lavoro, molti sono i progressi anche in settori che solo dodici mesi orsono erano oggetto di contenzioso e perplessità. Vi è ad esempio il consenso generale sul fatto che siamo chiamati a presentare una Costituzione, e che essa sostituirà i Trattati esistenti. Passi avanti reali si riscontrano sulla chiarificazione delle competenze, sulla semplificazione delle procedure, sul ruolo dei Parlamenti nazionali, sull’integrazione della Carta dei diritti fondamentali nel corpo del Trattato. Lo stesso vale per la cooperazione in materia di giustizia, libertà e affari interni, con gli articoli presentati proprio questa settimana. E’ innegabile tuttavia che grandi temi come l’architettura istituzionale e la Politica estera e di sicurezza comune (Pesc) devono essere ancora affrontati.” Quali sono le previsioni per il futuro? “All’inizio di marzo, il Presidium ha sottoposto alla plenaria un programma di lavoro nel quale si afferma che tutti i testi (preambolo, articoli, allegati) saranno presentati entro la fine di aprile. Ci troviamo attualmente in una fase di produzione e proposta, con la plenaria che dibatte i testi presentati. Vi è motivo di credere che entro la fine di Aprile l’opinione pubblica per la prima volta avrà una visione d’insieme di quella che potrebbe essere la futura Costituzione europea. Si entrerà quindi in un momento cruciale – probabilmente a maggio – dove il Presidium rielaborerà le proposte alla luce del dibattito tra i Convenzionali. L’obiettivo è quello di pervenire alle deliberazioni finali per Giugno, come da mandato del Vertice di Copenaghen. All’interno di questo quadro, le questioni istituzionali dovrebbero essere affrontate dopo metà Aprile; di politica estera, anche a causa dell’attualità internazionale, si parlerà per ultimo. In materia di Pesc, è chiaro che la Convenzione è chiamata a formulare proposte; bisogna tuttavia aspettare un momento più opportuno per affrontare il tema con maggiore serenità. Detto questo, va detto anche il calendario della Convenzione non dipende da lei: se saranno necessarie alcune settimane in più per migliorare la qualità delle proposte, ciò risulterebbe utile anche alla Conferenza intergovernativa che potrebbe lavorare su una base migliore”. Crisi irachena, fallimento della politica estera europea. Quale sarà l’impatto sul processo di integrazione dell’Unione? “Viviamo un periodo ed una situazione che avranno influenza sul futuro dell’Europa. E’ tuttavia presto per dire di quale natura sarà tale influenza. Le due opzioni restano aperte: o la gente ed i loro dirigenti interpretano questa fase come uno sprone necessario a fare di più in politica estera, oppure la conclusione sarà quella di dire che non siamo ancora pronti per un tale livello di integrazione politica ( Giscard ha affermato che in queste ore pare tramontare la pur condivisa ipotesi di un Ministro degli Esteri dell’Ue a favore di una figura meno impegnativa di un Ministro europeo di coordinamento delle politiche estere e di difesa, ndr). Come ha dichiarato il presidente Giscard, non possiamo realisticamente dare il via ad un dibattito pubblico sulla politica estera comune se le posizioni tra gli Europei non si chiariscono”.