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Cattolici: una ” “piccola presenza, viva e aperta al dialogo in cinque Paesi a ” “maggioranza luterana” “” “
Una popolazione complessiva di quasi 25 milioni di abitanti, su un territorio vasto come l’Europa continentale; un livello di reddito tra i più alti del mondo con un tasso di sviluppo umano entro i primi venti: è questa la fotografia sintetica dei cinque Paesi che compongono, per la Chiesa cattolica, la Conferenza episcopale dei Paesi Scandinavi, vale a dire Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca e Islanda. Gli 11 vescovi di questa Conferenza episcopale saranno a Roma a partire dal 29 marzo prossimo, per la periodica “visita ad limina” dal Papa. “Porteremo a Giovanni Paolo II spiega mons. Gerhard Schwenzer, vescovo di Oslo (Norvegia) e presidente della Conferenza episcopale la voce dei cattolici dei Paesi nordici, una comunità minoritaria di 250 mila persone in tutto, cioè circa l’1% degli abitanti, considerando che di essa fanno parte in maggioranza stranieri presenti nelle nostre nazioni per lavoro o missione diplomatica. Eppure prosegue il vescovo di Oslo si tratta di una Chiesa viva, ben inserita in ciascuna nazione, con un promettente dialogo ecumenico avviato con la maggioranza dei fedeli delle Chiese luterane”. In occasione della Cappella papale per la celebrazione ecumenica della memoria di santa Brigida di Svezia, compatrona d’Europa (13 novembre 1999), lo stesso Giovanni Paolo II aveva sottolineato che ‘da ormai venticinque anni luterani e cattolici si adoperano per ritrovare la via comune”. “Il dialogo teologico aveva aggiunto il Papa – ha riportato in luce il vasto patrimonio di fede che ci unisce”. “Il buon clima che viviamo con le Chiese luterane spiega mons. Schwenzer si deve certamente alla visita del Papa nel 1989. Da allora l’atmosfera ecumenica è molto migliorata, le difficoltà sono diminuite, i rapporti con gli Stati sono buoni. Ma soprattutto si registra una crescita di presenze nelle chiese, la domenica la gente viene con fervore. Da noi, o si è cattolici con fervore, oppure non si sopravvive in una situazione di diaspora così accentuata”. Anche per mons. Georg Muller, vescovo della Prelatura di Trondheim, sempre in Norvegia, l’ecumenismo è una positiva realtà: “Quest’anno celebriamo in modo ecumenico il giubileo per gli 850 anni di fondazione della nostra sede vescovile. Molti fedeli luterani partecipano con convinzione. Attendiamo il card. Kasper il 27 luglio prossimo”. Madre Tekla Famiglietti, alla guida dal 1979 dell’Ordine di Santa Brigida (case in Europa, Asia, America, Israele e da poche settimane anche a Cuba), dice che “stiamo vivendo una bella primavera ecumenica” e che “c’è forza nelle Chiese cristiane che sentono il desiderio di unità”. Ciò si traduce in frequenti momenti di preghiera ecumenica nelle diocesi cattoliche e luterane. Anche per mons. Cesare Furio, prete svedese di lontane origini italiane (i genitori emigrarono a Stoccolma e lui è divenuto prete nella diocesi della capitale, per la quale oggi dirige il Collegio Svedese a Roma), “benchè la società sia molto secolarizzata, i praticanti sono assidui e ferventi nella preghiera e si nota un certo risveglio religioso”. “Del resto aggiunge mons. Schwenzer si rileva una diffusa sostanza cristiana nella popolazione, anche se la frequenza alle funzioni religiose è piuttosto bassa: in tanti tra i fedeli luterani non vi partecipano, ma leggono la Bibbia, pregano nelle case, dunque si mantiene una visione cristiana della vita, e questo mi sembra molto positivo”.