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Il desiderio del Papa: fedeltà agli alti ” “principi dei Padri dell’Europa” “
In preparazione alla XVIII Giornata mondiale della Gioventù, che verrà celebrata in ogni diocesi il 13 aprile, domenica delle Palme, il Ccee (Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa) e il Comitato europeo dei cappellani universitari, in collaborazione con l’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma, hanno promosso nei giorni scorsi la prima “Giornata europea degli universitari” sul tema “La carità intellettuale, anima della nuova Europa”. “I giovani possono e debbono partecipare alla costruzione della nuova Europa, con il loro contributo di aspirazioni e di ideali, di studio e di lavoro, di creatività e di generosa dedizione. I giovani cristiani, in special modo, sono chiamati ad annunciare e testimoniare Cristo e ad essere, in suo nome, costruttori di unità nella diversità, di libertà nella verità, di pace nella giustizia, di quella pace di cui il mondo ha oggi particolarmente bisogno”. Così Giovanni Paolo II si è rivolto ai convenuti da tutto il continente nell’Aula Paolo VI per la veglia di preghiera mariana al termine dell’incontro. “Cari giovani amici ha concluso il Papa, dando loro appuntamento in piazza San Pietro giovedì 10 aprile per l’atto solenne di affidamento a Maria e la recita del rosario vi affido un desiderio che tanto mi sta a cuore: che le nuove generazioni possano essere fedeli agli alti principi spirituali e morali che hanno ispirato i padri dell’Europa unita”. Ecco “pensieri” e testimonianze di alcuni giovani collegati via satellite dalle proprie sedi universitarie con l’Aula Paolo VI. Germania . “In questi giorni vediamo chiaramente il dolore nel mondo. Vediamo le croci che porta la guerra e la forza nella vita delle popolazioni” e tuttavia “speriamo in un nuovo mondo nel quale regnino la giustizia e la pace. Chi si reca sotto la croce con Maria sarà testimone della speranza”. (Tobias Weber, università di Colonia, Facoltà di Scienze teatrali) Slovacchia. “Il nostro centro pastorale universitario esiste da 5 anni, ed è il primo in Slovacchia dopo 40 anni di comunismo. Per me è il luogo dove posso crescere come persona. Nuotando contro corrente viene spesso la stanchezza. Per questo noi giovani abbiamo bisogno di persone che ci aiutino nei tempi difficili e nei momenti di crisi”. (Juraj Kovac, università di Bratislava, Facoltà di economia) Polonia . “Dagli albori della sua esistenza l’uomo porta dentro di sé la nostalgia di Dio. Spesso però noi non ne siamo consapevoli. Come comunità universitaria che vive a cavallo tra il secondo e il terzo millennio, abbiamo l’onore di essere eredi dei grandi e preziosi valori” testimoniati da “San Giovanni da Kety e suor Faustina” e “ci viene concesso il privilegio di trasmetterli alle generazioni successive”. (Ewelina Wyderka, università Jagellonica di Cracovia, Facoltà di filologia) Austria . “Qui, nella nostra cappella, dedicata a Edith Stein, ho potuto e posso ogni giorno rivivere l’esperienza più forgiante della mia vita: l’incontro con Dio. La celebrazione dell’eucaristia mi dà la forza di stare saldo sulla via dello studio, con le sue fatiche e le sue gioie. I maggiori sforzi del mio gruppo sono rivolti alla bellezza della liturgia, attraverso cui diviene sperimentabile la vicinanza del Signore”. (Andreas Bieringer, università di Vienna “Alma mater Rudolphina”, Facoltà di teologia) Portogallo. ” È con l’intelligenza che edifichiamo e consolidiamo i pilastri che sostengono la nostra libertà. È nelle nostre mani decidere quale modello di società costruire. Ci sono momenti nei quali tutto il nostro sapere sembra insufficiente a portarci dove vogliamo: è in questi momenti che la fede sorge come lampada che illumina i nostri passi in un cammino” che unifica “sapienza, cultura e fede”. (Maria do Mar Adragao, università di Lisbona, Facoltà di scienze sociali) Svezia. “Non è facile in questo paese essere cristiani. Avere fede è importante per me. Mi accompagna nel bene e nel male ed io posso portare tutto quello che sperimento a Dio; la mia vita, il mio lavoro all’Università, i buoni risultati ed i miei insuccessi”. (Sabine Samples, università svedese di Scienze agricole, Uppsala)