unione europea" "

Nel segno dell’etica” “

Nel prossimo autunno i risultati dei Gruppi di riflessione ” “comunitari” “

“Il dibattito sulle questioni etiche, specialmente nell’ambito della scienza e della ricerca, contribuisce a chiarire i valori fondamentali e a definire una sorta di quadro di riferimento globale che comporta un’attenzione particolare per la dimensione e la dignità dell’uomo nei processi decisionali. Tale dibattito contribuisce inoltre a sviluppare una cultura della critica e del dubbio che stimola i cittadini, i decisori politici e le istituzioni comunitarie a non considerare mai la costruzione dell’Europa come fatto acquisito, ma come cammino da ripensarsi continuamente”. Ne è convinta Christiane Bardoux , segretario del “Gruppo europeo di etica delle scienze e delle nuove tecnologie” (Gee). Ecco alcune informazioni sui gruppi europei impegnati nell’ambito del confronto tra etica, scienza, tecnologia commercio e ambiente. Valori comuni e identità nazionali. “Due elementi essenziali guidano l’approccio comunitario alla bioetica: il rispetto dei diritti fondamentali e, al tempo stesso, delle identità degli Stati. Un dibattito caratterizzato dalla costante ricerca di un equilibrio tra la tutela dei valori comuni e l’attenzione alla diversità storica, culturale e religiosa dei Paesi”. Due preoccupazioni già presenti “sia nella convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa, sia nella Carta dei diritti fondamentali proclamata a Nizza nel 2000 che, pur costituendo un segnale forte in materia di diritti fondamentali, non possiede tuttavia valenza giuridica”. Il Gee. “Una decina di anni fa la Commissione europea ha creato un gruppo indipendente, il ‘Gruppo europeo di etica delle scienze e delle nuove tecnologie’ incaricato di fornire consulenza in materia alle istituzioni comunitarie. Dodici i membri che lo compongono, appartenenti a vari Paesi e specialisti in diversi ambiti: giuristi, scienziati, teologi, filosofi. Il Gruppo emette pareri su richiesta della Commissione, ma può inoltre esprimersi su temi ritenuti importanti. Ad oggi si è pronunciato sugli aspetti etici dei programmi di ricerca comunitari, la clonazione, la diagnostica prenatale, le cellule staminali umane ed ha appena pubblicato un parere sugli aspetti etici della ricerca clinica condotta nei Paesi in via di sviluppo. Attualmente si sta occupando dei test genetici. Si tratta di temi trattati contemporaneamente dai Comitati etici nazionali dei diversi Stati, dei quali il primo, fondato vent’anni fa, è quello francese”. Commercio e ambiente. Non solo scienza e ricerca: “le questioni etiche riguardano anche il settore del commercio e dell’ambiente. Nel primo, la Commissione sostiene una visione più umanizzata della globalizzazione chiedendo, ad esempio, un maggiore accesso ai farmaci per i Paesi terzi, come previsto dagli accordi di Doha”; quanto all’ambiente, “l’Unione ha adottato una strategia per lo sviluppo sostenibile anche in vista delle generazioni future”. Quale Europa? “L’allargamento rende necessaria una profonda riforma istituzionale e obbliga ad una riflessione sulle nostre radici comuni e sui legami che vogliamo stabilire con i Paesi vicini”; un impegno che riguarda “la dimensione spirituale e culturale dell’Europa, il modello di società, il dialogo tra popoli e culture” e risponde alla necessità di “identificare e ridefinire i principi fondamentali sui quali poggeranno le nostre regole di vita”. Di qui “la recente istituzione da parte del presidente della Commissione, Romano Prodi, di tre ‘Gruppi di riflessione’: quello sui valori europei”, noto come “Gruppo Michalski” dal nome del suo presidente, quello sulla “società europea nella prospettiva dello sviluppo sostenibile” e, infine, il cosiddetto “Gruppo dei Saggi”, chiamato “ad approfondire il dialogo dell’Unione con i Paesi vicini, in particolare la Regione mediterranea. Incontri e dibattiti costituiscono l’attività dei suddetti gruppi che nel prossimo autunno dovranno presentare le loro conclusioni”.