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Con il referendum tenutosi domenica 23 marzo la Slovenia ha scelto l’ingresso nell’Unione Europea e nella Nato. I risultati hanno visto i favorevoli all’Ue ottenere l’89,61% di voti mentre i contrari solo il 10,39%. Più basso il consenso per la Nato (66,06%) contro il 33,98, per il quale ha pesato, con ogni probabilità, l’inizio delle operazioni militari in Iraq. L’adesione alle urne è stata del 60%. Per l’occasione, la Chiesa cattolica slovena ha sostenuto gli sforzi sia per l’adesione all’Unione Europea che alla Nato. La commissione Giustizia e pace della Conferenza episcopale slovena già l’anno scorso, infatti, con un’apposita dichiarazione aveva esortato i credenti ad impegnarsi per l’ingresso della Slovenia in entrambe gli organismi. L’arcivescovo metropolita di Lubiana e presidente della Conferenza episcopale, mons. Franc Rode, commentando i risultati dei referendum ha detto che “non desta meraviglia l’alta percentuale di sì all’Ue e alla Nato. La popolazione ha scelto l’integrazione europea e il conseguente sviluppo dell’Europa unita nonché la sicurezza. E’ compito della Chiesa cattolica esortare i propri credenti affinché nelle nuove associazioni europee si impegnino per la realizzazione dei diritti fondamentali dell’uomo, per lo stato di diritto, per la giustizia e la pace nel mondo”. La Slovenia firmerà il 16 aprile ad Atene la sua adesione che le consentirà di sedere al tavolo dell’Europa dal 1 maggio 2004.