Cloni terapeutici, diagnostica preimpianto e prenatale e aiuto attivo alla morte saranno al centro della prossima “Settimana della vita 2003”, la manifestazione organizzata congiuntamente dalla Conferenza episcopale tedesca e dal Consiglio delle Chiese evangeliche, che si aprirà il 3 maggio prossimo a Bayreuth, in Germania. “Possibilità e limiti del progresso medico” è il tema dell’edizione di quest’anno, la 13ma, per una manifestazione che, nelle parole del card. Lehmann, presidente della conferenza episcopale “mantiene ininterrotta la sua attualità” in una società come la nostra “altamente complessa e tecnicizzata” che ha un bisogno “di orientamento etico”. L’orientamento che la chiesa può dare serve a “far rimanere chiare le irrinunciabili finalità dell’agire”. A questo compito si accingono quindi “i cristiani cattolici ed evangelici delle diocesi e delle chiese locali interessandosi e impegnandosi nella Settimana per la vita. Il nostro compito, ricorda Lehmann, è quello di “opporci al sogno dell’uomo perfetto”, in quanto si tratta di “un sogno profondamente disumano”, progredendo con “troppa velocità l’uomo essere imperfetto e incompleto potrebbe costituire un difetto, un aggravio da evitare o un rischio assicurativo insostenibile”. Assecondare tutte le possibilità diagnostiche offerte dalle odierne tecnologie potrebbe significare per l’uomo, continua il cardinale “a seconda dello stato di malattia, delle qualità possedute o indesiderate o per il bisogno di terzi” essere “selezionato, scartato, invece di essere accolto” e la vita umana diventerebbe in tal modo “un mezzo disponibile e consumabile a piacimento che non serve a sé stessa”. D’altra parte, “le possibilità della medicina predittiva, che nei prossimi anni potrebbero diventare più rilevanti, recano in sé il pericolo della selezione” e la considerazione dei costi che potrebbero essere investiti su una stessa persona”. Per questo, “leggiamo, una medicina senza orientamento etico porterà sempre a conseguenze disumane”.