“Numero dei giudici, loro nomina, durata del mandato”: questi i punti toccati dal presidente del ‘circolo di discussione’ della Convenzione sulla Corte di Giustizia, il commissario europeo Antonio Vitorino, nella relazione presentata nei giorni scorsi alla Convenzione. Per quanto riguarda il numero dei giudici, la maggioranza dei membri del ‘circolo di discussione’ intende mantenere l’attuale principio “uno Stato membro/un giudice” per la Corte. Anche per la nomina dei giudici, nella relazione di Vitorino si propone di conservare lo stato attuale, secondo cui “i giudici sono nominati dai rispettivi governi, con l’assenso degli Stati membri”. Su questo punto, tuttavia, non c’è unanimità di pareri nel ‘circolo’. Il Commissario europeo propone anche di creare un comitato di valutazione, con il compito di dare agli Stati membri un parere “sul carattere più o meno adeguato del profilo di un candidato”. Nel Comitato potrebbero essere inseriti ex membri della Corte, rappresentanti delle giurisdizioni supreme nazionali. “A tale procedura – aggiunge Vitorino – potrebbe essere associato il Parlamento”. Circa la durata del mandato dei giudici, secondo Antonio Vitorino, il futuro Trattato costituzionale potrebbe operare una distinzione tra la Corte e il Tribunale: il mandato dei giudici della Corte potrebbe essere fissato a 12 anni, non rinnovabile; quello dei giudici del Tribunale a 6 anni, non rinnovabile.