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Una comune "eco-attenzione"” “” “

Nuove strategie e stili di vita per la ” “salvaguardia ” “dell’ambiente ” “in Europa: un documento da Kiev” “” “

Eco-efficienza”, “eco-giustizia”, “eco-sufficienza” sono queste le parole chiave del Documento finale frutto dei lavori della V Conferenza internazionale “Etica e politiche ambientali”, svoltasi a Kiev dal 2 al 6 aprile, promossa dalla Fondazione Lanza di Padova in collaborazione con il National ecological centre della città ucraina. “Eco-efficienza, eco-giustizia, eco-sufficienza” sono gli obiettivi e al tempo stesso i risultati che si propongono di realizzare le raccomandazioni proposte dal Documento. L’incontro, che ha visto la presenza di circa 150 tra studiosi, esperti e imprenditori provenienti da diversi Paesi europei occidentali ed orientali, è stato chiuso da una celebrazione interreligiosa a cui hanno partecipato rappresentanti cattolici, ortodossi ed ebrei. Eco-efficienza, eco-giustizia, eco-sufficienza”. “L’eco-efficienza – si legge nel documento finale – richiede che le istituzioni predispongano coerenti piani di sviluppo sostenibile e chiede che le singole imprese adottino strategie aziendali eco-compatibili. L’eco-giustizia, poi, traduce la consapevolezza che tutti i Paesi devono essere messi in condizione di “eguaglianza”; si chiede ai Paesi evoluti, soprattutto, di consentire, attraverso la creazione di eco-incentivi, ai Paesi economicamente meno evoluti di poter adottare quelle pianificazioni che permettano non solo lo sviluppo economico, ma anche la salvaguardia del patrimonio ambientale che deve essere trasmesso alla future generazioni. L’eco-sufficienza, infine, si preoccupa di promuovere graduali e adeguati processi di formazione atti a modificare il modo di consumare dei singoli, ma anche finalizzati a incoraggiare l’innovazione dei processi produttivi e manageriali delle imprese”. Il documento, che verrà presentato ai Ministri europei per l’ambiente che si incontreranno dal 21 al 23 maggio, ancora a Kiev, propone tra l’altro “la costituzione di un organismo sopranazionale per legiferare e proporre interventi efficaci in tema ambientale”. L’esempio dell’Ucraina. Tra i Paesi dell’Est, l’Ucraina sembra occupare un posto di rilievo, dimostrando una particolare attenzione rispetto ai temi ambientali. Tuttavia vi è la consapevolezza che non è possibile adottare da solo precise e sempre più imprescindibili scelte strategico-strutturali di eco-compatibilità. “L’Ucraina – come è emerso durante i lavori della Conferenza – è un Paese con altissime potenzialità di crescita e sviluppo economico, che trovano il proprio punto di forza proprio nell’enorme patrimonio ambientale che lo caratterizza”. Basti pensare – ha riportato Anatoliy Galchynski del National Institute for strategic Studies di Kiev – “che circa il 27 del terreno arabile dell’Europa e 1/3 della terra nera si trovano in Ucraina”. Ma “per risolvere i gravi problemi che riguardano l’ambiente e la sua salvaguardia non è più possibile muoversi preoccupandosi solo del proprio “particolare”. Chiesa e ambiente. L’attenzione delle Chiese ai temi dell’ambiente e della conservazione del creato è nota. Già a maggio dello scorso anno, il Ccee, Consiglio delle Conferenze episcopali europee, aveva organizzato a Venezia una consultazione dei vescovi europei sull’ambiente a cui sono seguite altre iniziative come la Dichiarazione comune di Giovanni Paolo II con Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli e l’incontro, più recente (febbraio 2003), in Germania, promosso sempre dal Ccee, sull’acqua. Tra gli impegni futuri la V Consultazione delle Conferenze episcopali sui temi della salvaguardia del creato che si terrà dal 15 al 18 maggio 2003 a Breslavia, in Polonia.