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Trattato costituzionale, ” “un ‘no’ più deciso al razzismo ” “

Il rischio che nella Convenzione europea non venga fatto riferimento esplicito alla lotta contro la xenofobia e razzismo, e quindi vengano meno le politiche sociali per contrastare questi fenomeni, è l’avvertimento lanciato dall’Enar (European network against racism), una rete europea contro il razzismo fondata nel 1998 come frutto dell’Anno europeo contro il razzismo, alla quale aderiscono oltre 600 organizzazioni di tutti i Paesi membri, con sede a Bruxelles. In un comunicato diffuso in questi giorni l’Enar si dice “preoccupata” dal fatto che il progetto preliminare di Trattato costituzionale della Convenzione europea, negli articoli relativi all”area di libertà, giustizia e sicurezza’ escluda le conquiste in ambito di legislazione europea sulla prevenzione e la lotta contro il razzismo e la xenofobia. Infatti l’attuale articolo 29 del Trattato sull’Unione Europea recita: “Fatte salve le competenze della comunità europea, l’obiettivo che l’Unione si prefigge è fornire ai cittadini un livello elevato di sicurezza in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, sviluppando tra gli Stati membri un’azione in comune nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale e prevenendo e reprimendo il razzismo e la xenofobia”. Al contrario, precisa l’Enar, “la proposta del Praesidium della Convenzione sostiene esplicitamente che esso sia superfluo, data l’esistenza dell’art.13 del Trattato della Comunità (che consente all’Ue di agire contro le discriminazioni). I comportamenti razzisti e xenofobi, secondo questa tesi, non saranno considerati crimini ‘particolarmente gravi e che rivestono una dimensione transfrontaliera’, contraddicendo non solo la realtà ma anche le ripetute dichiarazioni di Consiglio, Commissione e Parlamento europei”. “Prevenzione e lotta contro razzismo e xenofobia – precisa l’Enar – sono requisiti indispensabili per costruire un’area di libertà, giustizia e sicurezza per tutti”.