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La Convenzione chiuderà i suoi lavori in giugno con la ” “presentazione della Costituzione europea” ” ” “
Nell’incontro dei portavoce delle Conferenze episcopali europee tenutosi nei giorni scorsi a Mechelen (Belgio), Thomas Jansen , “chef de cabinet” del Presidente del Comitato economico e sociale dell’Unione europea, ha presentato, nella sede della Comece (Bruxelles), una relazione sulla Convenzione. Ne proponiamo una sintesi. Composizione. La Convenzione è un organismo composto da 30 rappresentanti dei Parlamenti nazionali degli Stati membri dell’Unione Europea (2 per ogni Stato membro), da 16 rappresentanti del Parlamento europeo, da 15 rappresentanti dei governi degli Stati membri (1 per Stato), da 2 rappresentanti della Commissione europea. Tale composizione associa al processo di riforma delle istituzioni i quattro livelli di legittimazione costitutivi della Ue: i parlamentari nazionali rappresentano i cittadini e i popoli degli Stati membri, i deputati europei rappresentano i cittadini e la popolazione dell’Unione, i delegati dei governi rappresentano gli interessi nazionali e quelli della Commissione. In tale modo la Convenzione gode di ampia legittimità, che viene ulteriormente rafforzata dalla partecipazione dei rappresentanti dei governi dei Paesi candidati all’adesione (1 per Paese, in totale 13) e da quelli dei parlamenti degli stessi Paesi (2 per Paese, in totale 26). Ad essi vanno ad aggiungersi tredici osservatori rappresentanti il Comitato economico e sociale europeo, il Comitato delle regioni, le parti sociali e il mediatore europeo. Tenuto conto dei membri supplenti, sono in tutto 217 i partecipanti al processo costituente all’interno della Convenzione. Missione e obiettivi. Alla Conferenza intergovernativa di Nizza (dicembre 2000), quando si è trattato di adattare le istituzioni e le procedure alle esigenze dell’allargamento, è apparsa l’inadeguatezza del consueto metodo della negoziazione diplomatica intergovernativa, inidoneo anche al processo di revisione dei trattati. Di qui la necessità di un organismo che goda di alta legittimità, paragonabile, in certa misura, ad una vera e propria assemblea costituente. La Convenzione, istituita dai Capi di Stato e di governo della Ue durante il Vertice di Laeken (dicembre 2001), è infatti demandata a trattare tutte le questioni riguardanti la futura configurazione dell’Unione e a guidare il cammino “verso una Costituzione per i cittadini europei”. Organizzazione e metodo di lavoro. La Convenzione lavora ad un progetto di Costituzione in vista della Conferenza intergovernativa che dovrà approvarlo nella forma di trattato costituzionale. A guidarne l’attività, verificare il consenso e presentare proposte di formulazione, un Praesidium composto dal presidente della Convenzione, Valéry Giscard d’Estaing, e da due vicepresidenti, Giuliano Amato e Jean-Luc Dehaene, oltre che da due rappresentanti dei parlamenti nazionali, due dei governi, due del Parlamento europeo, due della Commissione e uno dei Paesi dell’Europa centro-orientale. Le sessioni plenarie, una o due al mese, si svolgono a Bruxelles e sono il teatro della discussione e del dibattito; nei gruppi di lavoro vengono approfonditi temi di particolare interesse. Eccone alcuni tra quelli affrontati da undici gruppi di lavoro dall’ottobre 2002 al mese di gennaio 2003: sussidiarietà, competenze complementari, diritti fondamentali, semplificazione del processo legislativo, personalità giuridica dell’Unione, azione di politica e difesa, Europa sociale. Il dialogo con la società civile è garantito, tra l’altro, dalla trasparenza dei lavori, le cui sedute sono pubbliche e i cui contributi e proposte vengono diffusi sul sito Internet della Convenzione. Nei mesi scorsi, inoltre, si sono svolti diversi incontri fra la Convenzione e i rappresentanti di associazioni e organizzazioni della società civile. Stato dei lavori. La fase di ascolto e discussione generale, svoltasi da marzo a giugno 2002, è stata seguita, da settembre 2002 a gennaio 2003, dall’analisi di questioni specifiche all’interno dei gruppi di lavoro. Presentando a fine ottobre 2002 una bozza di progetto preliminare della Costituzione, il Praesidium ha lanciato le tappe per la formulazione dei diversi articoli della Costituzione. Nell’ultima plenaria, la XX, (3-4 aprile), il Praesidium ha presentato gli articoli relativi al Titolo IX (“L’Unione e l’ambiente circostante”) e al Titolo X (“Appartenenza all’Unione”). Per quanto riguarda quest’ultimo, sono stati stabiliti i criteri di ammissibilità per essere membro della Ue. L’ultima plenaria della Convenzione si è tenuta il 24 e 25 aprile. Il Praesidium sta attualmente elaborando le bozze degli articoli relativi alle relazioni esterne, alla politica di difesa, economica e monetaria. In questi mesi è stato nel frattempo raggiunto il pieno consenso sui seguenti punti: la nuova Costituzione in fase di elaborazione sostituirà gli attuali trattati, sarà opportuno sottoporre alla Conferenza intergovernativa un solo testo, la Carta dei diritti fondamentali (Nizza 2000) dovrà essere parte integrante nella Costituzione e divenire così giuridicamente vincolante, alla Ue sarà riconosciuta personalità giuridica, le procedure legislative debbono essere semplificate. In prospettiva. La Convenzione deve concludere i propri lavori nel prossimo giugno con la presentazione del progetto di Costituzione. In autunno si riunirà la Conferenza intergovernativa per decidere se approvare o meno il progetto così come proposto, o in forma modificata. La Conferenza dovrà inoltre pervenire ad un accordo sul trattato grazie al quale la Costituzione entrerà in vigore. Secondo le previsioni, la Conferenza intergovernativa dovrebbe chiudersi con una sessione del Consiglio europeo nel prossimo mese di dicembre, sotto la presidenza italiana Ue. In tale occasione, i capi di Stato e di governo potrebbero firmare il trattato costituzionale, 46 anni dopo la firma a Roma dei trattati istitutivi della Comunità economica europea (Cee). Tale trattato dovrebbe essere ratificato dagli Stati membri nel corso del 2004 per entrare in vigore in una data ancora da definirsi, in ogni caso successiva all’ingresso (1° maggio 2004) dei dieci nuovi Stati membri – Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Lituania, Lettonia, Estonia, Cipro e Malta che il 16 aprile hanno firmato ad Atene il trattato di adesione, mentre rimangono candidati Romania e Bulgaria (la cui adesione è prevista nel 2007), e Turchia -, successiva anche alle prossime elezioni europee (giugno 2004) e al rinnovo della Commissione europea (autunno 2004). Considerazioni conclusive. Il lavoro della Convenzione è gravato dalle incertezze legate alla situazione internazionale e alle tensioni che essa continua a provocare tra alcuni Stati membri della Ue, in contrasto con l’atteggiamento che gli europei dovrebbero assumere in materia. Sarà determinante che i membri della Convenzione riescano ad adottare un testo convincente, coerente e leggibile. In questo caso i governi non avranno la possibilità di sottrarvisi, né di introdurre nel testo modifiche che non siano garantire dall’assenso della maggioranza della Convenzione. Poiché la maggior parte dei governi è rappresentata nella Convenzione dai propri vice-premier o dai ministri degli Affari esteri, si può affermare che la Conferenza intergovernativa è già in corso, all’interno della stessa Convenzione. Chiese d’Europa. Le Chiese europee continuano intanto a seguire i lavori della Convenzione. La Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), il Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee) e la Kek (Conferenza delle Chiese europee) ribadiscono al riguardo la necessità di introdurre nel preambolo della Costituzione in fase di elaborazione un riferimento ai valori cristiani e affermano l’importanza di promuovere o intensificare i contatti con i membri della Convenzione e con i rappresentanti dei governi che parteciperanno alla Conferenza intergovernativa. Di qui il compito, cui sono chiamati le Conferenze episcopali e i vescovi Comece, di promuovere a livello nazionale relazioni con i rappresentanti dei governi coinvolti nei lavori per la futura Costituzione europea.