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Un cantiere in pieno fervore” ” ” “

Tra i molti impegni, ” “il Katholikentag dell’Europa centrale che si concluderà nel 2004 a Mariazell” “” ” ” “

La preparazione al Katholikentag (Raduno dei cattolici) dell’Europa centrale, la missione cittadina, il ruolo dei cattolici nella vita politica, la dottrina sociale, la formazione degli insegnanti sono stati i temi al centro dell’attenzione dei vescovi austriaci nell’assemblea plenaria di primavera, svoltasi nei giorni scorsi a St. Georgen am Längsee. Il Katholikentag dell’Europa centrale: contraddistinto dal motto “Cristo, speranza dell’Europa”, verrà realizzato attraverso un’iniziativa congiunta delle conferenze episcopali di Bosnia-Erzegovina, Croazia, Slovenia, Ungheria, Slovacchia, Polonia e Austria. L’avvio è previsto per il 1 giugno in tutti i Paesi ad eccezione dell’Austria dove la cerimonia iniziale verrà celebrata nel duomo di Santo Stefano a Vienna, martedì 10. Chiusura invece con un “Pellegrinaggio dei popoli” il 22 e il 23 maggio 2004 al santuario austriaco di Mariazell. Ideato come contributo “alla crescente unità dell’Europa” il Katholikentag ha, per i vescovi austriaci, un triplice scopo, primo quello della “riconciliazione fra i popoli e per il superamento degli esiti dei nazionalismi che hanno segnato il 19 e il 20esimo secolo”; nello spirito della dichiarazione congiunta sulla riconciliazione dei vescovi cechi e austriaci. Secondo, “la conoscenza delle radici dell’Europa”, la cui anima diventerà “particolarmente ravvisabile nei grandi luoghi di pellegrinaggio e lungo le strade dei pellegrini del continente” grazie anche all’ “impulso che danno proprio i pellegrinaggi internazionali” che si terranno nel corso dell’anno. Terzo “la collaborazione dei cristiani al “cantiere Europa”, “comunità dei va-lori” alla quale essi offrono un contributo significativo. La missione cittadina: “aprite le porte a Cristo” è il motto di quest’evento, carico di attesa e speranza. La missione durerà, a Vienna, dal 23 maggio al 1 giugno e rappresenterà, per la Chiesa, un’occasione di “dialogo con gli uomini di oggi, per offrire loro il Vangelo in risposta alle domande sul dove e il perché della vita”. L’iniziativa avrà luogo anche nelle città di Parigi (2004), Lisbona (2005) e Bruxelles (2006). L’entrata dei cattolici nella vita politica: alla luce dei recenti pronunciamenti della Congregazione per la dottrina della fede della Conferenza episcopale austriaca, secondo il principio di una Chiesa libera in una società libera i laici non intervengono nella politica quotidiana, ma rendono visibili i valori fondamentali e affermano che “applicarli è compito di chi è impegnato politicamente”. È quindi auspicabile il coinvolgimento dei cattolici “negli ambiti pubblici” per “rappresentare i valori cristiani nell’interesse del bene comune”. “Il comportamento di Chiesa e partiti”, aggiungono “non è contrassegnato dall’equidistanza” ma, “sono piuttosto i partiti che, attraverso i programmi, la scelta dei rappresentanti e la prassi politica, si avvicinano o si allontanano dalla Chiesa”. L’impegno sociale: L’impegno sociale delle 14 chiese del Paese, i cui intenti verranno pubblicati probabilmente la prima domenica d’avvento di quest’anno, dovrà costituire un “compasso” che leghi le sfide e i problemi sociali, stimoli le chiese e la so-cietà al cambiamento e incoraggi gli uomini a interagire con essa. La formazione degli insegnanti: alla luce della legge che ha riformato nel 1999 gli studi superiori è necessaria in Austria una riorganizzazione della formazione degli insegnanti; si tratta di una grande responsabilità per la Chiesa cattolica che, con il 44% degli insegnanti nelle istituzioni cattoliche si trova a essere responsabile della formazione di oltre 40.000 persone. Per questo sono state istituite nelle università ecclesiastiche professionalità pedagogiche, i cui presupposti tecnici saranno chiariti dal dia-logo tra i responsabili ecclesiastici e dello Stato.