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Più responsabili, meno ottimisti ” “

Nel 2030 sarà raddoppiato” ” il consumo mondiale di energia: in Polonia ” “la 5ª consultazione Ccee su ambiente e sviluppo” “” “

“Formazione per la responsabilità per il creato e per uno sviluppo sostenibile” è il tema della quinta consultazione del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Cccee) sulla responsabilità per il creato in corso in questi giorni (15-18 maggio) a Wroclaw (Breslavia), in Polonia. Si parlerà, tra l’altro, dei metodi e delle azioni formative che le Chiese europee possono attuare ai fini di uno sviluppo e di una agricoltura sostenibile. Parteciperanno una quarantina di rappresentanti da tutti i Paesi europei. Tra i relatori, Karl Golser, Simone Morandini, mons. Diarmuid Martin, Gerhard Mertens. La Bibbia e l’ambiente: speranza e impegno, non facili ottimismi. I riferimenti che la Bibbia offre sui temi che riguardano l’ambiente offrono le basi “per un atteggiamento positivo” che non è “ottimismo ma speranza”. Lo ricorda in apertura dell’incontro mons. Patrick Kelly, arcivescovo di Liverpool, nel suo intervento sui fondamenti biblici della formazione sull’ambiente. “Se pensiamo infatti alla storia dell’ultimo secolo – osserva -, l’Olocausto, Hiroshima, Chernobyl, non possiamo parlare di ottimismo ma di speranza, e la speranza è un dono dello Spirito Santo”. L’arcivescovo di Liverpool accenna alla “recente azione militare nel Golfo” e alla facilità con cui viene usato il termine “ricostruzione”: “Mi ha molto preoccupato – afferma – la facile rassicurazione per cui tutto sarebbe andato per il meglio. L’ottimismo ci giustifica dal prendere sul serio le conseguenze delle nostre azioni che feriscono, danneggiano, sfigurano”. “Impegnarsi per l’ambiente – conclude – vuol dire cooperare alla creazione dell’ambiente, dello spazio e del tempo, in cui ciascuno si può muovere e può essere mosso solo dall’amore. Non guidati dall’invidia, dal dominio, dall’avidità, dalla paura, dall’ansietà, dal sospetto, dalla sicurezza, dalla superiorità”. Aumentano le emissioni nocive alla salute: i propositi dell’Ue. Nel 2030 il consumo mondiale di energia sarà raddoppiato (con un aumento annuale dell’1,8%) e le emissioni di diossido di carbonio saranno due volte superiori al 1990. La produzione mondiale di petrolio aumenterà del 65% e raggiungerà 120 milioni di barili al giorno nel 2030, con conseguente aumento dei prezzi (35 dollari al barile). Anche la produzione di gas raddoppierà in questi trent’anni. I Paesi in via di sviluppo rappresenteranno il 50% della domanda mondiale di energia e anche il contributo degli Usa alle emissioni di diossido di carbonio aumenterà del 50%, rispetto ad un 18% dell’Unione Europea. Sono alcune delle fosche previsioni che emergono dallo studio della Commissione europea – reso noto in questi giorni – che delinea le “ Prospettive a livello mondiale delle politiche in materia di energia, tecnologia e clima all’orizzonte 2030″. Lo studio auspica l’uso di nuove fonti energetiche per ridurre l’uso dei gas ad effetto serra e raggiungere così gli obiettivi fissati a Kyoto. “Non possiamo permetterci di ignorare questi dati e le loro implicazioni – ha detto Philippe Busquin, Commissario europeo responsabile per la ricerca -. Per salvaguardare le fonti di approvvigionamento energetico e venire incontro agli impegni da noi formulati a Kyoto, l’Europa deve intensificare il lavoro di ricerca”. Lo studio offre dei dati utili ai fini dell’attuazione del sesto programma quadro di ricerca dell’Ue (PQ6 2003-2006) che intende destinare 2.120 miliardi di euro all’esame delle problematiche legato ai temi “Sviluppo sostenibile, cambiamento globale ed ecosistemi”. Le Chiese cristiane: “contribuire al cambiamento delle politiche”. “Le Chiese devono contribuire al cambiamento delle politiche che riguardano i temi ambientali”: è l’appello dei rappresentanti delle Chiese cristiane europee che fanno capo ad Ecen (European christian environmental network), una rete nata dopo l’Assemblea di Graz del ’97, composta da rappresentanti delle Chiese in stretta relazione con Kek, la Conferenza delle Chiese europee. Nella quarta assemblea che si è svolta nei giorni scorsi (6-11 maggio) a Volos, in Grecia, è stata ribadita l’importanza di temi come lo sviluppo sostenibile, l’acqua, i cambiamenti climatici, l’educazione ambientali, i trasporti e la mobilità. All’incontro hanno partecipato 60 delegati provenienti da 20 Paesi.