ecumenismo" "

Cristiani a Berlino” “

Nella città del Kirchentag il 58% degli abitanti è ” “"lontano" dalla religione” “

A Berlino è ormai imminente l’Oecumenische Kirchentag, il Congresso ecclesiale ecumenico promosso congiuntamente dai cattolici e protestanti tedeschi insieme ad altre confessioni cristiane (cfr. SirEuropa n.33/2003). Centocinquantamila i visitatori previsti, in gran parte giovani, provenienti da settanta Paesi e molti “religionslos” (lontani dalla fede), che parteciperanno ai circa tremila incontri ospitati dal 28 maggio al 1° giugno nella vasta area della Fiera del quartiere di Charlottenberg, oltre che all’interno di chiese, templi protestanti ed edifici pubblici. Con lo slogan “Siate una benedizione”, l’incontro si articolerà sul tema della responsabilità condivisa di tutti i cristiani verso le realtà sociali, politiche, economiche nella ricerca della pace e della giustizia. All’apertura del Kirchentag verrà letto un messaggio di Giovanni Paolo II. “Su tutto spicca la voglia di incontro, la tensione dell’unità, anche se se ne conoscono gli ostacoli. Perché ai principali protagonisti si uniscono ortodossi, vecchi cattolici, membri delle chiese minori riformate; e a loro si aggiungono musulmani, ebrei, induisti, liberi pensatori” osserva il giornalista Angelo Paoluzi, profondo conoscitore della realtà cristiana tedesca. Perché a Berlino. Quattro le grandi aree di confronto: testimoniare la fede – vivere nel dialogo; cercare l’unità – incontrarsi nella diversità; rispettare la dignità umana – preservare la libertà; modellare il mondo – essere responsabile nei propri atti. “Sullo sfondo – prosegue Paoluzi – la crisi e il contemporaneo bisogno della religiosità, la dimensione umana nella pratica della fede, il contenuto spirituale da prestare alla politica”. Non a caso, spiega, “il luogo del confronto è Berlino. Per anni la città è stata il simbolo della divisione dell’Europa, con il muro che ne faceva l’enclave occidentale incastonata in un sistema ideologico ostile, il possibile detonatore di una crisi a livello mondiale. Oggi è la capitale maggiormente interessata allo sviluppo dell’Unione Europea verso l’Est, considerando che otto su dieci dei nuovi Stati entrati a far parte dell’Ue gravitano, dal punto di vista economico, nella sua sfera di interesse”. Significativo il fatto che accanto al tedesco, all’inglese e al francese, la quarta lingua di lavoro sia il polacco, e che gli interventi di ospiti polacchi superino quelli francesi e inglesi, ambedue più o meno alla pari con ungheresi, cechi e romeni; meno rilevanti le presenze dall’area balcanica (Bosnia e Croazia) e da quella dell’ex Urss (Russia, Ucraina, Bielorussia, Estonia, Lettonia). Non molti, ma qualificati, gli ospiti italiani. Non solo Europa. L’interesse non è tuttavia limitato all’Europa né all’ecumenismo. Oggetto di dibattito saranno anche il Medio e Vicino Oriente, il degrado dell’Africa e di vaste aree dell’Asia orientale, le difficoltà dell’America Latina di uscire da crisi economiche e politiche che alimentano terrorismo e repressione. Sul futuro di Israele e Palestina discuteranno, tra gli altri, il Patriarca di Gerusalemme, mons. Michel Sabbah, il rabbino Michael Melchior, lo sceicco Tal el Sider, di Hebron, nei Territori, il canonico di Coventry Andrew White. Quindi l’Africa dimenticata tra guerre, endemie, genocidi; si rifletterà inoltre sulle cause delle tensioni che scuotono il Sudamerica. “In una lettura – commenta ancora Paoluzi – sempre sollecita dei valori spirituali dell’uomo, delle sue domande di senso. E in quella direzione vanno anche la riflessione su armonie ritrovate o la rivisitazione delle vicende più o meno recenti, e tragiche, del nostro continente. Il cardinale di Praga Miloslav Vlk presiederà un ‘dialogo’ fra tedeschi, polacchi e cechi. Andrea Riccardi proporrà una riflessione sui martiri del nostro secolo: due mostre del Kirchentag sono dedicate a Dietrich Bonhoeffer, protestante, e Franz Josef Metzger, cattolico, assassinati proprio ‘in odio alla fede – conclude Paoluzi – nei Lager nazisti”.