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Dopo Malta, Slovenia, Ungheria e Lituania, è arrivato anche il ‘sì’ all’adesione all’Unione Europea della Slovacchia. Nel corso del referendum del 16 e 17 maggio il 92,46% dei votanti si è espresso a favore dell’ingresso nell’Ue. A fronte della travolgente vittoria dei ‘sì’, tuttavia, si è dovuto registrare una bassa affluenza alle urne. Solo il 52,15%, infatti, è andato a votare mettendo in pericolo il raggiungimento del quorum, superato di poco. “Un risultato travolgente previsto ha commentato il segretario generale della Conferenza episcopale slovacca, mons. Marian Chovanec anche se ci attendavamo un’affluenza più alta. Come Chiesa già dal settembre 2002 avevamo sostenuto l’ingresso del Paese nell’Ue ma con una condizione ben precisa, ovvero la conferma dei valori cristiani che rappresentano le radici del Continente. Una preoccupazione che condividiamo anche con i vescovi polacchi”. Ma il contributo della Chiesa slovacca alla costruzione dell’Europa non si ferma. “Due sono i valori che cercheremo di veicolare all’interno dell’Europa: una viva partecipazione ai sacramenti, in particolare all’Eucarestia e alla Riconciliazione, per rendere più viva la nostra vita e quello della famiglia. In Slovacchia ci sono molti giovani che ancora credono nella famiglia regolarmente istituita. L’idea di famiglia non deve essere smarrita ma resa più solida attraverso politiche serie e lungimiranti”.