Svizzera: i vescovi "si distanziano" dalle visioni di Dozulé ” “

“Distanza ufficiale dal progetto ‘Dozulé” e volontà di fare chiarezza sull’argomento. È quanto emerge da un comunicato diffuso dalla Conferenza episcopale svizzera per mezzo del suo presidente, mons. Amédée Grab, rispetto al fenomeno ‘Dozulé’. Da circa 30 anni gruppi di fedeli si riuniscono a Dozulé, in Francia, per pregare la croce di Cristo e invocare la salvezza del mondo, seguendo le indicazioni della visionaria Madeleine Aumont Maria, non riconosciute dalla Chiesa cattolica. Già il 24 giugno 1985 mons. Jean Badré, vescovo di Bayeux e Lisieux, la diocesi dove si trova la località di Dozulé, aveva spiegato che, secondo il Codice di diritto canonico, non si può parlare di santuario e il card. Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, con lettera del 25 ottobre 1985, aveva approvato la sua presa di posizione. La Conferenza episcopale svizzera si distanzia ora “dal progetto ‘Dozulé’ in accordo con il magistero della Chiesa universale”. Probabilmente, si legge nel comunicato, “alcuni fedeli si stupiranno di questa chiarificazione e faranno fatica ad accettarla”. Da qui “l’invito” rivolto “a dirigere di nuovo la testimonianza della fede all’autentico mistero della croce del Salvatore”, in quanto, scrive mons. Grab, “le fonti del convincimento nostro e del mondo vanno cercate nei sacramenti”.