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Due proposte: la Banca euromediterranea ” “e la fondazione per il dialogo tra le culture” “
“Sarebbe un grave errore costruire la nuova Europa trascurando la ‘culla dell’Europa’ cioè il Mediterraneo”: queste le parole di Romano Prodi, presidente della Commissione Europea, in un intervento tenuto il 17 maggio in Italia. “Allargamento e unificazione dell’Europa – ha affermato Prodi – richiedono una nuova riflessione e una forte azione politica per favorire la convivenza e la cooperazione tra popoli e culture diverse e rafforzare la nostra strategia verso le regioni più vicine dell’Europa. Tra queste, il Mediterraneo è prioritario“, anche se vanno affrontate numerose questioni tra le quali: “i lunghi conflitti che da tempo dividono il Mediterraneo (in particolare, ma non solo, il conflitto israelo-palestinese), la necessità di organizzare la nuova fase politica e storica in Irak e nella regione, la necessità di trovare un approccio comune efficace tra europei e popoli del Mediterraneo”. In ogni caso, secondo il presidente della Commissione, questa area “non può venire considerata unicamente una questione di sicurezza e una regione di frontiera. Un simile approccio è miope, perché non tiene conto dei processi umani, sociali e storici in corso nello spazio euromediterraneo, ed è inefficace perché non affronta le varie questioni pendenti alla radice”. “La nostra proposta ha proseguito Romano Prodi è fare del Mediterraneo una grande area di cooperazione e d’integrazione, in cui stabilire delle relazioni speciali nel contesto di una più ampia politica di vicinato”. Infatti: “non possiamo allargare l’Unione all’infinito e dobbiamo stabilizzare la costruzione istituzionale e politica europea attorno a un determinato numero di paesi: i nuovi paesi membri, i candidati e i Balcani”, ma si deve “proporre ai nostri partner nel Mediterraneo una politica che apra nuove prospettive (attraverso una vera e propria ‘agenda comune’), che dia incentivi indispensabili per portare avanti difficili processi di riforma interna, che offra nuovi strumenti di cooperazione più flessibili e adattati alle diverse realtà nazionali e regionali”. “Certamente ha affermato Prodi non partiamo da zero. Il Processo di Barcellona rappresenta il primo e, al momento, unico tentativo di cooperazione euromediterranea strutturata e multilaterale. Tale processo va però rafforzato; la nuova strategia insiste ancora di più sull’idea di co-appartenenza. Due proposte concrete in tal senso sono la Banca euromediterranea e la Fondazione per il dialogo tra le culture“. “La prima ha spiegato il presidente della Commissione Europea – può apportare un valore aggiunto a quanto si sta già facendo nell’area non solo in termini quantitativi-economici ma anche e soprattutto in termini qualitativi-politici. La seconda dovrà promuovere gli scambi intellettuali e culturali, animare in permanenza un dibattito culturale attraverso televisioni, radio, rivista periodica e internet, patrocinare grandi eventi culturali. è fondamentale porre l’accento sull’apprendimento della diversità e dell’accettazione ‘dell’altro’, in particolare tra i giovani”. A proposito dell’ Irak e del Medio Oriente, Prodi ha osservato che : “L’Unione Europea si trova in una posizione unica e avrebbe tutti gli strumenti per agire nell’area. Dobbiamo quindi insistere affinché la ‘road map’ per la pace in Israele ottenga un aperto e deciso sostegno da tutte le parti in causa. Circa l’Irak, non si tratta di procedere ad una ricostruzione materiale ma soprattutto alla ricostruzione morale. Per questo il popolo iracheno e le Nazioni Unite devono assumere un ruolo centrale”. “Una nuova legittimazione multilaterale ha concluso potrebbe veramente attenuare le tensioni e le paure del popolo iracheno e porre le basi per l’avvio di una nuova fase politica in tutta la regione ad est del Giordano”.