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La Chiesa chiede chiarezza allo Stato sugli obiettivi ” “delle sue politiche familiari ” “” “
“E’ urgente rilanciare la riflessione sulla famiglia per far comprendere ai giovani che essa non è una realtà confessionale, quanto piuttosto un valido modello antropologico e un’insostituibile risorsa umana. La famiglia fondata sul matrimonio è un bene prezioso per tutta la società perché è la via più affidabile per educare i figli nella stabilità e creare forti legami tra le generazioni”. Ne è convinto mons. André Vingt-Trois, arcivescovo di Tours e presidente della Commissione per la famiglia dei vescovi francesi, che esprime a Sir apprezzamento per le politiche familiari adottate da anni nel suo Paese ma, al tempo stesso, puntualizza: “Lo Stato dimostra la volontà di sostenere la maternità, ma ciò non è esattamente volontà di sostenere la famiglia. Viene chiamata famiglia qualsiasi forma di vita in comune sotto lo stesso tetto”. Dieci misure per le famiglie. Proprio di “diritto alla maternità e all’educazione dei figli” e di “promozione della libertà dei genitori di avere tutti i bambini che desiderano” aveva parlato nei giorni scorsi il ministro francese per la Famiglia, Christian Jacob. Intervenendo il 15 maggio a Roma per la IX Giornata internazionale della famiglia su “Famiglia sfida per l’Europa”, Jacob ha illustrato il provvedimento di recente approvato, dal titolo “Dieci misure per le famiglie”. Il documento è stato elaborato a conclusione dell’edizione 2003 della “Conférence de la famille”, consultazione annuale tra il Governo e le rappresentanze delle associazioni familiari svoltasi nello scorso mese di aprile. In base al testo, lo Stato, già all’avanguardia in Europa (sgravi fiscali sono previsti per ogni figlio, oltre a sussidi adeguati alle madri che lasciano il lavoro o scelgono il part-time), si impegna, tra l’altro, a finanziare la creazione in tre anni di asili-nido per 20mila nuovi posti e ad assumersi il 60% degli oneri fiscali versati dalle imprese che adottano provvedimenti a favore delle famiglie di dipendenti. Viene previsto, inoltre, un contributo a favore delle famiglie a basso reddito di 800 euro per la nascita di ogni figlio e il versamento di 160 euro al mese fino al compimento del terzo anno d’età. “Oltre un miliardo di euro per i bambini che nasceranno dal 1° gennaio 2004 in circa 200mila nuclei familiari” ha precisato il ministro. Quale modello di famiglia? La Francia è il Paese europeo con il più elevato tasso di natalità: 1,9 bambini per donna. Il dato non corrisponde, tuttavia, ad una tenuta della famiglia. Attualmente, infatti, il 42% dei bambini nasce al di fuori del matrimonio e il sistema francese non distingue, nel concedere i sussidi, tra coppie sposate, conviventi o legate dal contratto di solidarietà e convivenza (Pacs) introdotto dal governo Jospin nel 1999. Un neutralismo etico che preoccupa mons. Vingt-Trois perché “minimizza la rilevanza pubblica e sociale della famiglia fondata sul matrimonio”. Riprova ne è, rimarca, “l’intenzione espressa nei giorni scorsi dal presidente Jacques Chirac, in occasione del conferimento delle decorazioni alle ‘madri di famiglie numerose’ una tradizione pluriennale in Francia – di rivedere rapidamente i criteri di attribuzione del riconoscimento”. Per conferire “la medaglia di ‘madre di famiglia numerosa’ non più soltanto a donne sposate, ma anche a nubili e conviventi”. “E’ evidente commenta il presidente della Commissione per la famiglia la volontà di sostenere la natalità e l’educazione dei bambini, secondo la cultura e la tradizione francese a partire dal secondo dopoguerra. Non è tuttavia condivisibile l’equiparazione implicita di qualsiasi legame alla famiglia creata da un uomo e una donna uniti in matrimonio. Un tema ‘caldo’ sul quale in Francia si stanno confrontando le associazioni familiari di ispirazione cattolica con quelle laiche”.