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Dal numero di maggio di Europe-infos, il mensile della Comece” “

“Europe-infos” è il mensile della Commissione degli episcopati della Comunità europea e dell’Ocipe, l’Ufficio cattolico di informazione e iniziativa per l’Europa, che nel numero di maggio (n. 49) si occupa tra l’altro di allargamento, di agricoltura e bioetica. Pubblicata in francese, tedesco, inglese, spagnolo e polacco, la rivista è presente sui siti www.comece.org e www.ocipe.org. Di seguito presentiamo alcuni passaggi scelti. Un continente consolidato. E’ il titolo dell’editoriale firmato da Pierre de Charentenay e Nöel Treanor che rispondono ai dubbi di quei venti deputati europei che si sono astenuti durante il voto che apriva le porte dell’Europa a dieci nuovi Paesi membri. “E’ veramente necessario? Non avremmo forse dovuto attendere qualche anno ancora per assicurare una migliore integrazione? A questi argomenti – si legge nell’editoriale – rispondiamo con il senso dei simboli… L’Europa invia un messaggio al mondo intero sulla capacità di Paesi un tempo in guerra di lavorare insieme… Concretizza un modo nuovo di vivere la diversità”. Di fronte al dibattito in corso sull’integrazione, prosegue l’editoriale, “bisogna insistere sui lunghi anni di preparazione che hanno portato a questo allargamento… E’ da più di dieci anni che i Paesi candidati aspettano questo momento. Ritardare ancora questa scadenza avrebbe reso l’integrazione ancora più difficile”. E’ necessario allora che “i 25 Paesi si diano un obiettivo a lungo termine, il consolidamento di un Continente pacifico e dinamico”. Agricoltura europea. Lo stato e le prospettive dell’agricoltura dei Paesi dell’Unione sono al centro di un articolo di Stefan Lunte, del segretariato Comece per le politiche economiche e sociali. “Il 31 marzo – scrive Lunte – è scaduto il termine dei negoziati in corso presso l’Organizzazione mondiale del Commercio di Ginevra (Omc). Al momento della Conferenza di Doha nel novembre 2001, i 145 Stati membri dell’Omc, dove i 15 sono rappresentati dall’Ue, si erano accordati su questa data per determinare le modalità dei negoziati agricoli in seno all’Omc” che vedono da una parte l’Ue attenta anche ad interessi non commerciali, quali la protezione dell’ambiente e la sicurezza alimentare e dall’altra gli altri negoziatori per nulla d’accordo poiché vedono in questa posizione il tentativo da parte dell’Unione di mantenere sotto altre forme le sovvenzioni elevate all’agricoltura europea…”. “Sulle sovvenzioni l’Ue si era mostrata pronta a dialogare a patto che – afferma Lunte – gli Stati Uniti fossero stati pronti a discutere dei loro aiuti alimentari la cui funzione è quella di eliminare le eccedenze”. Ogni anno, infatti, i Paesi ricchi dispensano 300 miliardi di dollari in sovvenzioni agricole, sei volte di più di quanto viene dato come aiuto allo sviluppo. Aiuti che, secondo Lunte, “potrebbero essere utilizzati diversamente. Proprio quello che tenta di fare l’Ue riformando la propria politica agricola”. Bioetica, un tema delicato. “L’Unione deve rispettare le regole ed i valori nazionali quando finanzia la ricerca”. Katharina Schauer, del Segretariato Comece per le questioni bioetiche, ripercorre l’impegno dell’Unione nel campo bioetico attraverso il rapporto Busquin della Commissione del 7 aprile scorso. “E’ incredibile – si chiede Schauer – che nel rapporto passi sotto silenzio la questione principale: si possono distruggere degli embrioni umani a fini di ricerca?”. “Suscitano inquietudine alcune tendenze che permettono il finanziamento europeo della ricerca sugli embrioni in quei Paesi dove è ammesso questo genere di ricerca. Anche se questa è vietata in altri Stati membri, sarebbe di fatto ritenuta un obiettivo comune di ricerca dell’Unione e tutti gli Stati membri sarebbero obbligati a finanziarla. L’Europa – conclude – deve invece rispettare la diversità delle decisioni etiche che sono frutto di esperienze storiche e di orientamenti religiosi e filosofici”.