Nella seduta del 3 giugno scorso, il Parlamento europeo ha adottato due risoluzioni legislative riguardo ad altrettanti provvedimenti presentati dalla Commissione europea in materia di politica migratoria. Il primo concerne le condizioni d’ingresso e di soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per motivi di studio, formazione professionale o volontariato. Il testo d’iniziativa della Commissione esaminata dal Parlamento europeo permette ai cittadini dei Paesi terzi di entrare negli Stati membri per motivi di studio, formazione professionale o tirocinio sulla base di regole comuni minime, e integra le misure già presentate in materia d’immigrazione a scopo di lavoro o ricongiungimento familiare. Il Parlamento, infine, suggerisce una relazione periodica della Commissione sui possibili effetti negativi derivanti dall’applicazione della direttiva, in particolare per quanto riguarda il fenomeno della fuga di cervelli dai Paesi meno sviluppati. Il secondo provvedimento riguarda la proposta, peraltro rifiutata dal Parlamento europeo, di decisione del Consiglio che definisce i criteri e le modalità pratiche per la compensazione dei costi delle espulsioni di cittadini di Paesi terzi.