Chiese protestanti e ortodosse sul dopoguerra in Iraq” “

I rappresentanti di diverse Chiese protestanti e ortodosse si sono riuniti nei giorni scorsi a Parigi per discutere sul ruolo delle Nazioni Unite e sul rispetto del diritto internazionale all’indomani della guerra in Iraq. L’incontro ha avuto luogo all’inizio dei lavori della Commissione delle Chiese per gli affari internazionali (Ceai) del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) che doveva esaminare la “road map”, il piano di pace elaborato da Onu, Stati Uniti, Unione europea e Russia per tentare di risolvere il conflitto israelo-palestinese. Esprimendo ancora ferma condanna “per l’intervento americano in Iraq” e “per l’occupazione del Paese”, il direttore Ceai, Peter Weiderud, ha affermato che “il ruolo delle Chiese è stato un successo. Esse non devono sostituirsi ai politici, ma favorire e sostenere le soluzioni politiche”. Di diverso parere il presidente della Federazione protestante di Francia (Fpf), il pastore Jean-Arnold de Clermont che ha promosso la riunione di Parigi: “Non siamo riusciti a farci ascoltare abbastanza e ad impedire la guerra in Iraq. Senza dubbio bisognava fare di più e più in fretta”. Il pastore ha quindi affermato l’urgenza di “una riflessione teologica su ciò che consideriamo il bene e il male” e di “una chiarificazione sulla nozione di ‘diritto di ingerenza’, ovvero il diritto degli Stati o delle Ong ad interpellare i governi o ad esercitare pressioni in caso di crisi”.