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Il nuovo volto della chiesa olandese dopo il raduno di Utrecht” “
“Cattolici con il cuore e l’anima” è il titolo delle celebrazioni della Chiesa cattolica olandese per il 150° giubileo della restaurazione della gerarchia episcopale avvenuta nel 1853, ad opera di papa Pio IX. Dopo tre secoli di restrizioni alla libertà di religione, fu di nuovo possibile per i cattolici vivere apertamente la propria appartenenza religiosa. Ne conseguì un periodo di grande crescita per la Chiesa cattolica in Olanda. Diverse iniziative hanno luogo in questi mesi nel Paese per far conoscere la vita della Chiesa. Il 7 giugno, 10.000 cattolici si sono ritrovati a Utrecht. Abbiamo intervistato Hein Pieper , responsabile per la preparazione delle celebrazioni.
Cattolici con il cuore e l’anima: che significa questo titolo?
“Il titolo riflette una nuova consapevolezza e sicurezza che i cattolici olandesi hanno acquisito negli ultimi anni. Il “cuore” sta per l’impegno sociale, il cuore viene dedicato agli altri, sia credenti o non credenti, per le loro necessità spirituali e materiali. L'”anima” riflette l’elemento spirituale considerato sempre più importante dalla maggioranza dei cattolici praticanti che vogliono appartenere a una Chiesa fedele alla sua vocazione missionaria”.
Quali erano gli obiettivi delle celebrazioni del 7 giugno?
“La manifestazione è stata voluta dalla Conferenza episcopale olandese per ridare coraggio ai cattolici e liberarli dal complesso di inferiorità, una sorta di nuova emancipazione”.
Quali sono stati gli eventi principali della manifestazione ?
“La lettura del messaggio di Giovanni Polo II nella celebrazione eucaristica del mattino in cui il Papa ha invitato i cattolici a vivere in modo nuovo il battesimo in comunione con i propri vescovi. Vi sono state una serie di testimonianze sul significato di vivere nel quotidiano la propria fede, dell’essere missionari e sul dialogo interreligioso. L’ex-primo ministro olandese Ruud Lubbers, ora Alto commissario per i rifugiati presso l’Onu, ha parlato della “ricchezza di essere cattolico”; il ministro per l’educazione, Maria van der Hoevenjha invitato i cattolici a essere più presenti nella vita pubblica; il primo ministro attuale JP Balkenende, protestante, ha detto che si sentiva a casa in quel contesto e che era molto impressionato dalla giornata. Ci sono stati incontri sui temi ecumenici (“Nessuno può essere cattolico senza essere ecumenico”) e sui 40 anni della Pacem in Terris. 200 organizzazioni cattoliche hanno presentato le loro iniziative in un grande spazio espositivo. È emerso anche il volto multi-culturale della Chiesa olandese, con i cori africani, ballerini dalle Filippine e altri elementi colorati. Il card. Simonis ha affermato: “È finito il tempo in cui non avevamo il coraggio di dirci cattolici” e ha fatto riferimento ai giovani ricchi di fede profonda”.
Che immagine di Chiesa è emersa?
“Di una Chiesa “ispirata”. Dopo anni i cattolici olandesi si sono scrollati di dosso il loro imbarazzo e la loro timidezza, hanno ritrovato coraggio nel vivere la propria fede tanto nel privato, quanto nel sociale e nel pubblico. Negli ultimi due anni è cresciuto l’interesse per la spiritualità, per la fede, la volontà di impegnarsi in prima persona nella vita della comunità locale e l’interesse nelle nuove esperienze dei movimenti. Il 7 giugno per la prima volta tutte queste realtà si sono ritrovate insieme e sono uscite dall’ombra. In molti, inclusa la stampa, sono rimasti sorpresi. Tantissimi, dopo l’incontro hanno detto che questo evento ha dato loro speranza e forza per continuare il proprio lavoro, nelle parrocchie, nelle comunità”.
Qual è stato il messaggio dell’iniziativa?
“Che Dio è più presente nella nostra società di quanto immaginiamo. La Chiesa ha tanti testimoni che spendono la loro vita nella ricerca di Dio. Queste testimonianze, insieme alle Scritture e alla tradizione della Chiesa, sono la risposta più credibile alle domande odierne sul senso della vita”.